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  Eventi  
Intervento di Gabriele Scali
mercoledì 11 novembre 2009
Nella sezione "Interventi" è stato inserito un contributo di Gabriele Scali, coordinatore circolo Cortenuova-Serravalle

Intervento di Massimo Matteoli
lunedì 30 novembre 2009
Nella sezione "Interventi" è stato pubblicato un intervento di Massimo Matteoli

Intervento di Filippo Torrigiani, assessore del Comune di Empoli
martedì 26 gennaio 2010
Nella sezione "Interventi" un contributo dell'assessore Torrigiani sulla lotta alla malavita organizzata


Intervento Filippo Torrigiani su apertura anno giudiziario
giovedì 28 gennaio 2010
Nella sezione Interventi potete trovare un contributo dell'assessore Filippo Torrigiani sull'apertura dell'anno giudiziario

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  Interventi  
APERTURA DELL’ANNO GIUDIZIARIO: alla protesta dell’ANM si aggiunga la vicinanza della società civile - giovedì 28 gennaio 2010
I ripetuti attacchi che Governo e maggioranza parlamentare stanno portando avanti nei confronti del sistema giudiziario italiano, non potevano generare altro che una legittima protesta da parte della Magistratura italiana.
In maniera oramai cadenzata, stiamo assistendo ad una lacerazione del sistema giudiziario perpetrata dalla compagine politica di centro destra che rischia di divenire devastante per tutto il sistema Paese. Alle già enormi difficoltà di funzionamento dell’apparato giudiziario, che la Magistratura oramai da anni evidenzia, si aggiunge l’elemento - squisitamente politico- di accanimento nei confronti dell’operato dei Giudici e di ciò che essi rappresentano; così facendo, oltre che ad affossare i principi fondamentali garantiti dalla Carta costituzionale, si mettono gravemente in discussione le norme fondamentali che regolano gli equilibri democratici del nostro Paese.
Giova tuttavia ricordare che niente è figlio della casualità: figure di primo piano dell’attuale maggioranza politica tra cui Silvio Berlusconi, sono investite in prima persona di accuse giudiziarie alle quali dover rispondere.
Tenuto pertanto conto di questi aspetti, è del tutto naturale che l’attuale Governo si affretti a varare le tanto sospirate riforme giudiziarie. Poco importa quindi se con l’approvazione di queste riforme ad personam verranno cestinati anni di indagini, di duro lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura; quello che importa, per il centro destra, è che questa riforma giunga in brevissimo tempo a compimento.
A poco è valsa anche l’accesa protesta delle opposizioni parlamentari durante la discussione che si è tenuta il giorno 22 u.s. nell’Aula del Senato della Repubblica.
Non sono trascorsi moltissimi anni dal 2002, anno in cui, l’allora Procuratore di Milano Borrelli, terminò il proprio intervento in occasione dell’inizio dell’anno giudiziario con queste parole: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE. Come è purtroppo evidente, la storia si ripete.
Naturalmente qualcuno si affretterà a spiegarci che si trattava di un’altra epoca. Qualcuno ci dirà che i tempi e le necessità sono cambiati. Altri ancora ci diranno che le nostre paure e le nostre perplessità sono oramai superate dagli eventi.
Io, e per fortuna ritengo di non esser solo, continuo a credere che la classe politica che governa sia di gran lunga la peggiore che il Paese abbia mai avuto. E credo anche che il livello di assoluta indecenza che questi atti evidenziano, sia senza precedenti.
Assolutamente degna di rispetto quindi la protesta dell’Associazione nazionale dei Magistrati, con l’auspicio che ad essa si aggiunga lo sdegno delle altre Istituzioni italiane e della società civile.
Filippo Torrigiani  

LOTTA ALLA MALAVITA ORGANIZZATA: Forze dell’ordine e Magistratura da sole non sono sufficienti. - martedì 26 gennaio 2010

Il clima di tensione generato dalla malavita calabrese sembra non conoscere battute d’arresto.Ultimo, in ordine temporale, l’atto intimidatorio nei confronti del Sostituto Procuratore Giuseppe Lombardo.È del tutto evidente che le azioni di contrasto poste in essere dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine in Calabria risultano assai proficue in termini di lotta alla criminalità.Tuttavia, l’azione di contrasto squisitamente “tecnica” operata dalle Forze di Polizia e dagli uffici giudiziari  non può da sola essere elemento esaustivo ai fini dell’affermazione della legalità.Ancora una volta, purtroppo, si evidenziano intrecci e legami tra politica e malavita organizzata. Nuovamente, questo metodo comportamentale, rischia di vanificare quanto di buono amministratori e legislatori onesti riescono a fare.In una terra da sempre martoriata da azioni criminali, sarebbe necessario che la politica si adoperasse affinché, gli apparati dello Stato preposti a garantire la sicurezza e la democrazia, fossero forniti di uomini e tecnologie in grado di anticipare  e reprimere forme di illegalità.Purtroppo, sovente, ai proclami del Governo, non seguono politiche serie di investimenti negli organici e nelle strumentazioni in dotazione alle Forze dell’Ordine. Inviare uomini  dell’Esercito per le strade, o delegare la vigilanza dei territori alle ronde, non può in nessun modo essere la risposta che lo Stato manifesta nei confronti della malavita organizzata.Ciò su cui si deve investire, in primo luogo, passa necessariamente da una forte azione investigativa, ed è per questo che gli organici  delle Forze di Polizia e della Magistratura  non possono e non debbono subire restrizioni finanziarie come quelle che il Governo sta attuando. La malavita può attecchire ed affondare radici ovunque, non solo al sud ed è in funzione di ciò che è doveroso tenere alta la guardia rispetto a queste evidenti problematiche.Nel Paese e  in questi territori, ogni giorno uomini e donne –con evidente difficoltà- operano per garantire la sicurezza dei cittadini . Ed è in prima istanza a loro che la politica deve rivolgere lo sguardo.La politica, per parte sua, non deve in nessun modo osteggiare le potenzialità repressive delle Forze dell’ordine e della Giustizia, ma deve investire per garantirne la funzionalità.La compagine politica, in maniera trasversale, si deve altresì prefiggere un obiettivo chiaro: adoperarsi affinché  le parti migliori della nostra società civile sappiano costruire un futuro  in grado di coniugare sviluppo e legalità.Solo e soltanto con queste prerogative  si potrà riuscire, negli anni a venire, a prospettare per noi e per le generazioni future, un Paese migliore libero da perversi intrecci che legano politica e interessi malavitosi.

Filippo Torrigiani

 

Non solo nomi. Alle primarie mettiamo al centro i problemi della gente. Una proposta concreta: cre - lunedì 30 novembre 2009

Il prossimo 13 dicembre il PD toscano sceglierà con elezioni primarie i candidati al consiglio regionale.Si tratta di un appuntamento molto più importante di quello che si può pensare, poiché sarà l’unica occasione di quel confronto diretto ed immediato tra elettori e candidati, di cui sentiamo tutti il bisogno.Quelli che criticano le primarie farebbero bene a chiederne l’applicazione obbligatoria per legge a tutti i partiti, a cominciare dal PDL, uscendo da questa politica sempre più auto referenziata che rappresenta un pericolo vero per la salute della democrazia italiana.Diciamo però chiaramente che non basta, e pensiamo non basti nemmeno ai cittadini, un semplice appello al territorio ed il confronto sui soli nomi dei candidati.La forza delle primarie è quella di essere lo strumento ideale per un vero dibattito ed un confronto con tutti i cittadini, sui loro problemi e non su quelli di organigramma e di schieramento della politica.Si tratta di un’occasione che non può assolutamente essere sprecata.Questo, a maggior ragione, in un momento come l’attuale in cui si avverte chiaramente come pure il “modello toscano” stia mostrando scricchiolii preoccupanti, manifestati chiaramente dai risultati di Prato (ed anche di Empoli se per questo).Proprio in contemporanea con l’inizio della campagna delle primarie regionali il centro-destra ha approvato una sciagurata legge di riforma dei servizi pubblici locali.Si tratta di uno dei settori dove maggiore i cittadini avvertono la loro lontananza dalle istituzioni e, troppo spesso, si sentono impotenti rispetto alle aziende che hanno sostituito le vecchie municipalizzate.E’ fuori di dubbio che è necessario e fondamentale occuparsi dello sviluppo e dell’efficienza industriale di queste aziende,  ma accanto a questo, con pari importanza, occorre riflettere sul rapporto tra queste strutture ed il semplice utente.I cittadini si preoccupano dell’efficienza dei servizi, del costo delle bollette, delle insufficienti manutenzioni (con esponenziale aumento dei guasti), di aziende che sembrano diventate moloch burocratici dove l’utente non ha più alcuna voce.Pensiamo di essere facili profeti nel prevedere che la nuova legge nazionale che diminuirà, la partecipazione pubblica, aumenterà ancora di più i problemi di rapporto con l’utenza e di effettivo controllo “sociale” di queste aziende, così importanti nella vita di tutti noi.Contro questa legge dovrà svilupparsi forte l’opposizione di tutti i democratici, ma occorre essere consapevoli che i problemi di rapporto con l’utente ed il semplice cittadino esistono anche nelle strutture a totale controllo pubblico.Vogliamo, perciò, utilizzare l’occasione delle primarie regionali per porre la questione al PD e ai candidati al prossimo consiglio regionale.Certo molti altri sono i problemi di questo particolare momento, in primo luogo la crisi economica e la gravissima emergenza lavoro, su cui l’attenzione deve essere massima.Ma su una questione così delicata come il rapporto tra i cittadini e le aziende dei servizi pubblici è possibile dare risposte importanti in tempi rapidi.In Regione è ferma una proposta di legge che prevede l’istituzione di un’autorità e di un osservatorio regionale sui servizi pubblici.Ci pare che l’autorità regionale risponda efficacemente all’esigenza di creare un luogo, in cui sia possibile un ampio confronto sociale sulle politiche tariffarie e degli investimenti, ad iniziare dalla manutenzione, dove le categorie sociali (sindacati ed associazioni degli imprenditori), ma anche i consumatori, possono fattivamente intervenire.Bene fanno coloro che vogliono accelerare al massimo la sua approvazione, se possibile già in questa legislatura, prima delle elezioni della prossima primavera.Pensiamo, però, che oltre a questo Osservatorio Regionale vada istituita una figura di vero e proprio “Garante degli Utenti”, che abbia il potere di convocare le aziende, chiedere loro chiarimenti e risposte, svolgere un’effettiva e concreta attività di indagine e di proposta per la risoluzione dei problemi, segnalare all’autorità eventuali disservizi e proporre le necessarie misure, anche sanzionatorie.Occorre, cioè affiancare alle forme di controllo istituzionale e di confronto, che già prevede la proposta di legge, un luogo ed un’autorità pubblica a cui ogni semplice cittadino possa rivolgersi per segnalare disservizi e chiedere la tutela dei propri diritti.Nel nostro amore per le grandi riflessioni teoriche, troppo spesso tralasciamo problemi che possono apparire “spiccioli”, ma che per una persona normale sono spesso i più importanti.Non sottovalutiamo, perciò, l’importanza di creare in un settore così delicato come quello dei servizi pubblici, una struttura “amica” del cittadino, del semplice utente, che possa efficacemente intervenire in difesa dei suoi legittimi diritti, favorisca attivamente la conciliazione delle controversie ed  assicuri forme garantite ed obbligatorie di ascolto e confronto tra il cittadino e le aziende di servizi, che vadano oltre numeri verdi che troppe volte suonano a vuoto.La società chiede con forza alla politica di cambiare, di ritrovare una maggiore sintonia con i cittadini normali.Non è una richiesta da poco, ma la condizione necessaria per il PD e l’intero centrosinistra per vincere la sfida delle destre.


 

Intervento di Gabriele Scali,coordinatore circolo Cortenuova-Serravalle - mercoledì 11 novembre 2009
Parliamo di più del nostro territorio per ritrovare il largo consenso

 Lo scorso luglio, prima dell’avvio del congresso, Massimo Matteoli era intervenuto con una riflessione sul calo di consensi nel Comune di Empoli. Condivido la sua analisi che vede un PD in forte calo alle Europee ed ancor di più alle Comunali (non soltanto nel Comune di Empoli) e la considerazione sulla performance del PDL incapace di espandersi nonostante le divisioni tra il PD e le altre liste di sinistra. Non sfonda l’IDV ed è vero che liste civiche sono state le vere protagoniste di queste elezioni amministrative facendo emergere un certo disagio dell’elettorato.

Da qui la domanda di Matteoli: nell’Empolese Valdelsa, dove ci vantiamo per il “buon governo” della nostra pubblica amministrazione, dove il tenore di vita è indiscutibilmente buono, i servizi funzionano e la partecipazione civica è più facile…. cosa ha determinato il calo del PD? Affermare che “comunque abbiamo vinto al primo turno” è un modo semplicistico o furbesco per chiudere il dibattito su una mediocre performance elettorale. Concordo con Massimo quando afferma che le risposte sul piano politico potrebbero essere più di una. Riportare la discussione sul lavoro è una prima risposta. Vorrei aggiungere i temi ambientali, la mobilità senza emissioni, l’innovazione e la ricerca. E’ vero che dobbiamo progredire sul nostro modo di fare politica, forse un po’ obsoleto e compreso soltanto dalle generazioni di età più avanzata. Ma non credo che a Empoli il PD abbia pagato la disattenzione su questi temi. Credo invece che la chiave di lettura stia nella definizione del termine “buon governo”. Cosa significa “buon governo”? Siamo sicuri che le giunte uscenti abbiano garantito il “buon governo”? Cosa intendiamo per governare? Come si misura il “buon governo”?

Prendiamo l’esempio di Empoli. Ho personalmente condiviso i principali provvedimenti dell’Amministrazione uscente, anche quelli più discussi e controversi. Sono convinto che la qualità della vita dei cittadini ne sia uscita migliorata. Ma da coordinatore di circolo devo ammettere che molti iscritti nutrivano sentimenti ben diversi dai miei.

Mentre la città lentamente si stava trasformando (rotonde, sottopassi, cantieri che si aprivano per il nuovo ponte, un centro storico ristrutturato….) i cittadini lamentavano un vuoto di dialogo e un’assenza di risposte su numerosi altri temi di varia natura. Un disagio spesso caratteriale, legato ai modi, alla difficoltà di ottenere prese di posizione chiare, fossero anche dinieghi.

E’ mancata la capacità politica, forse a causa di una giunta mal assortita di cui lo stesso Matteoli faceva parte, di creare un rapporto di fiducia con l’elettore . Si è persa l’attitudine a far partecipare attivamente i cittadini nelle scelte di pubblico interesse. E i cittadini hanno “subito” tali scelte non sentendole come proprie. Quando manca la politica il partito di maggioranza non è indenne da critiche.

 

Questa difficoltà caratterizza anche le nostre istanze riguardo la collocazione dell’Empolese Valdelsa nella futura area metropolitana di Firenze. Provo a spiegarmi meglio. Davvero pensiamo che basti affermare “faremo le barricate” di fronte al rischio di perdere la facoltà di urbanistica a Empoli? Perché la facoltà di urbanistica dovrebbe stare a Empoli e non a Pistoia? E’ davvero utile affermare che non serve l’ampliamento dell’autostrada A11 perché è prioritario l’ampliamento della FIPILI nel tratto Ginestra Empoli? Davvero crediamo che il pedaggio sulla FIPILI, una sorta di tangenziale per i nostri comuni, costituisca una possibile risposta al problema?

Nella debolezza di queste istanze vedo esaurirsi lo sforzo di autodeterminazione della nostra area. Vedo venir meno l’esaltazione della nostra identità di Circondario. Non vi trovo i reali motivi che costituiscono l’orgoglio di vivere il nostro territorio. Eppure di argomenti da spendere ne avremmo tanti: il polo ospedaliero, l’università, la presenza di aziende di rilevanza internazionale, un importante nodo ferroviario, le città che si avvicinano e crescono.

Questi temi richiederebbero un dibattito dedicato, ma per non apparire disfattista voglio evidenziare il diverso tenore delle scelte della Provincia di Firenze che delibera sulla progettazione del nuovo ponte sull’Arno e sulla 429. Oppure le recenti sollecitazioni del Sindaco di Empoli e Presidente del Circondario per il rafforzamento del sistema ferroviario. Questi sì che sono argomenti pesanti  e utili per riportare la nostra area al centro dell’attenzione delle scelte regionali.

La verità è che negli ultimi anni tra un congresso ed una campagna elettorale si è dibattuto troppo poco in seno al partito sulle scelte strategiche per Empoli e per l’intera area. Quando se ne è parlato è stato un dibattito per pochi. Troppi provvedimenti di forte impatto non sono stati discussi con la base e non si è creato consenso. I circoli del PD si sono trovati talvolta disarmati, talvolta incapaci di argomentare adeguatamente certe scelte dei comuni.

E sottolineo che di questa incapacità di dialogo sono corresponsabili gli organismi dirigenti del PD di cui io stesso, in quanto coordinatore di Circolo, faccio parte. Nessuno può avere alibi di fronte alla perdita di consenso misurate alle amministrative.

Sono però ottimista per il futuro. Mi sembra che la reazione ci sia stata. Le primarie ci hanno aiutato a restituire entusiasmo. Il ricambio generazionale c’è stato. C’è voglia di discussione e confronto. Anche a Empoli l’atteggiamento della nuova giunta mi sembra molto diverso, forse grazie anche alla semplificazione del quadro politico. Ora il PD dell’Empolese Valdelsa dovrà coltivare questi elementi positivi tornando a parlare quotidianamente di città e di area entrando nel merito dei progetti in corso d’opera e dei programmi futuri.

 

Gabriele Scali

Coordinatore circolo Cortenuova-Serravalle

 

 

Contributo al dibattito congressuale di Sauro Del Turco e Donato Petrizzo - mercoledì 29 luglio 2009

Il congresso che ci stiamo preparando a svolgere ha un’importanza particolare perché ha il compito di provare a definire l’identità del Partito Democratico, ad affrontare nel profondo quei temi che costituiscono l’essenza ideale di un partito e che, molto più semplicemente, lo fanno identificare con chiarezza ai cittadini ed agli elettori. Ed ha il compito, così facendo, di recuperare il rapporto con coloro che si sentono in qualche maniera delusi o che non vedono chiarezza nelle scelte fatte dal PD.Non si tratta di superare il “ma anche”: si tratta invece di dare una chiara identità di centrosinistra ad un partito che forse troppo genericamente si è definito riformista. Una identità nella quale il centro e la sinistra non debbano annullarsi ma trovare sintesi più alte partendo dalle culture che nel PD si sono unite. Questo è non solo necessario ma possibile e ne abbiamo avuto esempi in passato, come sulla proposta di legge elaborata dal governo di centrosinistra sulle unioni di fatto.Nel PD c’è lo spazio e la necessità della cultura e della idealità cattolica così come di quella riformista, liberale e di sinistra: nessuna di queste è da eliminare, anzi il Partito Democratico deve avere la capacitò di accogliere tutti, di non chiudere la porta in faccia a nessuno. Vediamo il PD come un partito che fa della pluralità la sua ricchezza. Solo partendo dalle nostre radici, dai grandi patrimoni politici che stanno alla base della fondazione del PD, possiamo trovare le sintesi nuove e le proposte moderne per una Nazione che è ormai allo stallo, che, come dice Alfredo Riechlin nella bella lettera a Repubblica della scorsa settimana, la destra è incapace di governare all’altezza dei problemi.Il PD deve essere in grado di accogliere e chiamare tutti, di non creare artificiose contrapposizioni fra vecchio e nuovo, fra giovani ed meno giovani, perché abbiamo anzi bisogno di tutti coloro che possono portare un contributo ed abbiamo bisogno di parlare a tutti. Dobbiamo saper essere adeguati ai tempi, guardare al futuro, cogliere la modernità, ma per far questo non dobbiamo mettere da parte qualcuno per semplici motivi anagrafici. Per costruire un partito moderno ma capace di coinvolgere i cittadini, abbiamo bisogno di uno slancio in avanti degli iscritti, dei militanti, così come dei gruppi dirigenti ai vari livelli, in maniera che il PD sia davvero la casa di tutti e non di una maggioranza, tanto meno di gruppi sparsi e variamente aggregati.Chi come noi viene dall’esperienza delle liste “A Sinistra” per il PD, ha sempre posto l’accento sui contenuti culturali e politici e crediamo che nel congresso sia necessario cominciare a definire l’identità del partito in merito ad alcuni temi fondamentali. Fra quelli che riteniamo più importanti, il valore del lavoro, anzi dei lavori, tenuto sempre insieme alla dignità delle persone ed alla sicurezza dei lavoratori, la sostenibilità sociale ed ambientale dello sviluppo, il nuovo ruolo dello Stato dopo il fallimento delle politiche neoliberiste che sono alla radice della crisi economica, la difesa e l’estensione dello stato sociale, per garantire diritti e sicurezza a tutti coloro che vivono in Italia, i temi della bioetica, la parità tra sessi ed i diritti degli omosessuali, le questioni legate alla coppie di fatto, la questione morale nella nostra società, la laicità della politica e la difesa del pluralismo etico e culturale, il consolidamento dell’Unione Europea, sia dal punto di vista sociale che politico, il ruolo di pace e di collaborazione che l’Italia può svolgere nel Mediterraneo.Di questo crediamo sia importante discutere, più che accalorarsi preventivamente sui leader, sui candidati a segretario. Crediamo che il PD debba essere il partito degli iscritti, che però è capace di coinvolgere coloro che ne condividono le idealità, il progetto culturale e politico, che guarda ai problemi dell’Italia ed al futuro delle nuove generazioni.Siamo tutti coscienti che il Partito Democratico vive un momento complesso e di disorientamento, viene da alcune sconfitte elettorali Ma dobbiamo essere consapevoli che ancora molti guardano al PD come vera prospettiva di rinnovamento della politica italiana. Per questo dobbiamo essere in grado di correggere gli errori fatti, dobbiamo definirci meglio e cambiare marcia: coloro che guardano a noi non sono disposti a darci altre prove di appello.Dobbiamo essere capaci di una discussione eventualmente accesa ma costruttiva e di mantenere la capacità di essere uniti. Chi risulterà segretario dopo il 25 ottobre dovrà essere in grado di interpretare quello che il congresso produrrà nella sua discussione, dovrà rappresentare l’identità che ci daremo; e lo dovrà fare non solo tenendo conto, ma con il contributo e coinvolgendo anche chi rappresenta visioni diverse che si esprimeranno nel congresso.Nell’incontro che si è svolto a Roma il 25 luglio scorso, molti delle liste “A Sinistra” per il PD, anche se non tutti, hanno dichiarato l’adesione alla mozione Bersani. Guardiamo anche noi con interesse a questa mozione, ma crediamo che in questo momento sia positivo che ognuno faccia scelte ragionate e non di schieramento e che questo sia importante per il futuro del PD, per un rimescolamento che può aiutare a superare le logiche di provenienza e può favorire una discussione aperta sui contenuti. Crediamo che nessuno debba rinnegare la propria provenienza culturale o politica ma che ognuno possa e debba ragionare di politica con coraggio e con spirito costruttivo, con la voglia comunque di stare insieme e portare il proprio contributo al Partito Democratico.

Sauro Del Turco, Membro della Segreteria Territoriale del PD

Donato Petrizzo della CGIL


 

Documento del circolo Pd di Santa Maria sul dibattito congressuale - lunedì 27 luglio 2009

Sopravvissuti. A livello nazionale perché, pur avendo perso milioni di voti, Berlusconi non ha vinto. A Empoli, perché per 70 voti non siamo andati al ballottaggio che, per la nostra città, sarebbe stata una sconfitta storica.Siamo sopravvissuti e, come ogni persona che supera una prova così estrema, il futuro non può che essere pieno di speranza e di opportunità.Ci siamo riuniti dopo le elezioni amministrative ed europee e abbiamo provato a confrontare le nostre opinioni sul risultato elettorale, nel paese e ad Empoli, e sul futuro del nostro partito.Come molti anche noi pensiamo che la divisione all’interno del gruppo dirigente sia stata la principale causa della nostra incapacità di rappresentare nel paese l’alternativa alla destra.Siamo convinti che la stragrande maggioranza degli iscritti e dei nostri elettori non voglia più sentire parlare di diatribe del passato e si senta democratica, con una grande voglia di nuovo e di unità.Il congresso non deve servire solo ad eleggere un segretario, ma a dare voce all’anima che nel PD c’è. Non si può battere strade vecchie, ma ne va trovata una nuova. Non bisogna dividersi a parlare di alleanze, ma fare crescere idee che portino gli italiani a credere e ad avere fiducia in noi.Non ci piace un congresso dove ci sono solo candidati alla carica di segretario, pretendiamo che chi si candida abbia chiaro che comunque alla fine il PD dovrà essere unito.A Empoli è la seconda volta che alle elezioni comunali il nostro candidato perde oltre il 10% dei voti rispetto ad altre elezioni. Non è un voto di destra perché si disperde in liste di protesta. Ma un dato è certo: le nostre idee per la città non convincono quasi un ottavo dell’elettorato che, comunque, ruota sempre in area riformista e progressista.Come circolo pensiamo che sia necessario collegarsi strettamente ai cittadini e proveremo a fare iniziative che stimolino dibattito. Seguiremo l’attuazione del programma e cercheremo di essere un punto di contatto fra i cittadini e l’Amministrazione Comunale. Dobbiamo lavorare per costruire una idea della nostra città che sia bella, stimolante e intrepida. Una città in cui chiunque possa trovare una occasione di miglioramento morale e materiale, una città delle opportunità e non una città, organizzata bene, ma paurosa e insicura.Su alcuni temi crediamo importante concentrare la nostra attenzione. Li poniamo alla riflessione di tutti:

  • Il lavoro: il modello del distretto industriale e della piccola impresa è in crisi ma niente sembra prendere il suo posto. La mobilità sociale si è fermata: un giovane può sperare solo di avere una opportunità nelle libere professioni e non nel saper fare e creare. Si impone la definizione di nuovo modello di sviluppo: le parole diritti, innovazione e sostenibilità devono essere riempite di contenuti. Empoli può diventare il laboratorio di una nuova forma di coesione sociale e generazionale per riportare intelligenze sul territorio. Le forme sono quelle della sperimentazione istituzionale, della semplificazione amministrativa, della incentivazione a nuove competenze che innovino le radici produttive dell’area

  • L’educazione: anche nella nostra terra il titolo di studio è diventato il fine e non il mezzo. Non è più lo strumento per capire il mondo ma solo per “trovare un lavoro”. Capire vuol dire avere nuove idee e individuare nuove strade. La crescita di individui consapevoli del mondo che ci circonda avrà come inevitabile conseguenza quella di poter realizzare uno sviluppo economico positivo nell’era della globalizzazione.

  • Una Città aperta: avere l’obiettivo dell’accoglienza delle persone e delle idee. Non difendere solamente ciò che abbiamo ma pensare che tutte le persone possono contribuire alla realizzazione di una società coesa e stimolante. Una città dove ognuno sente di poter partecipare al futuro, consci di essere parte di una collettività più ampia.

  • Una Città sostenibile che gravi sull’ambiente il meno possibile e aiuti cittadini a vivere meglio senza sprecare

Proprio perché di questo vogliamo discutere, siamo scontenti di come funzionano gli organismi del partito a livello locale, sia l’assemblea comunale che quella territoriale del PD. Sono due assemblee pletoriche a cui di volta in volta partecipa una parte minima di quelli che la compongono.Siamo convinti che la scarsa partecipazione sia un segno che queste assemblee non sono i luoghi dove si decide e che lo siano poco anche le due segreterie. Se, però, tutti partecipassero con le modalità attuali sarebbe impossibile gestirle.Chiediamo di sperimentare modalità di gestione delle assemblee comunale e territoriale che ne facciano momento di reale dibattito e strumento per prendere le decisioni. Proponiamo un modello di comportamento che si ispiri alle seguenti regole:

  • evitare che le riunioni siano solo momento di informazione su decisioni già prese;

  • rendere disponibili i documenti prima delle riunioni;

  • individuare delle proposte alternative e favorire su di esse l’aggregazione dei membri dell’assemblea;

  • cercare una sintesi (e non una mediazione al ribasso) e non avere paura di contarsi;

  • rendere trasparente il percorso decisionale.

Tutto questo è necessario specialmente per l’assemblea territoriale, dove bisogna confrontarsi sulle idee e non mediare fra gli interessi di questo o quel gruppo di potere locale.Su questi temi inviteremo al confronto nei prossimi mesi i candidati al ruolo di segretario comunale e territoriale. Al di là dello schieramento per l’uno o l’altro dei candidati nazionali, sarà sulle proposte per realizzare un nuovo modello di lavoro politico che il nostro circolo sceglierà i rappresentanti del partito a livello locale.

 

Commento Foresto Mostardini all'analisi di Massimo Matteoli-parte seconda - lunedì 20 luglio 2009

Caro Avvocato,
ritorno sul tuo intervento sul risultato delle ultime elezioni comunali ad Empoli.

 Se si fa astrazione della particolarità di cui ho parlato nell'intrevemto precedente ( Empoli ' laboratorio' per Polo e per Marconcini ) le analisi che seguono su cui tu intervieni con la solita sagacia, risultano invalidati. Quale politica ad Empoli per riportare il consenso ai livelli precedenti all'inizio di scalata di Marconcini nel 2004 ?

 Mutatis murandi questo è il tema del nostro Congresso Nazionale.

 Senza dilungarsi molto io credo che non sia possibile recuperare a Destra nel mondo moderato ( non mi sembra il caso di pensare all' UDC visti i  numeri che gli sono rimasti e  per quanto riguarda il POLO mi sembra che abbia raggiunto un consenso scarsamente scalfibile ) che comunque caso mai sarè sensibile alla azione di governo del Comune più che del Partito e sul quale sono sicuro che la Cappelli saprà agire
 Il recupero può e deve essere fatto a Sinistra ( tra gli astenuti,chi ha votato Marconcini ,liste civiche etc) e si può fare sia direttamente ( aumentando il contatto con la gente )sia attraverso la azione politica di Sinistra e Libertà cui,a mio parere. andrebbe attribuita una presenza politica che non è riuscita a raggiungere elettoralmente ( ci sono degli assessori oberati dalle deleghe e chiamare a collaborare con il Sindaco uno dello schieramento di appoggio al Sindaco che ha permesso di evitare il ballottaggio a me non sembrerebbe una pessima idea in una straregia a lungo che vedrà scomparire l'elettorato di Marconcini. Mi sembra che in piccolo ci sia in questo il progetto D'Alema/Bersani ma potrei anche aggiungere quello  Bindi/Follini. Il resto in fase di dibattito Congressuale a me sembra importante ma meno attuale
 

Yuri Furiesi, consigliere comunale di Certaldo, interviene a favore di Ignazio Marino - domenica 19 luglio 2009
In vista del prossimo Congresso di ottobre, sostengo convintamente la candidatura del senatore-chirurgo Ignazio Marino per molte valide ragioni: sono alla mia prima esperienza politica e mi sono impegnato con il PD fin dalla sua nascita credendo profondamente nella sua capacità, e volontà, di superare i vecchi schemi di partito e le rigide appartenenze ideologiche a singoli schieramenti politici incomunicanti fra di loro. Questo non perchè ora è diventato di moda "buttare via il vecchio", ma perchè certi schemi politici vanno ripensati e rimodellati in modo più flessibile alla luce di un drastico cambiamento che ha influenzato il nostro tipo di società, soprattutto negli ultimi anni. Apprezzo sinceramente gli sforzi e l'impegno che fin qui hanno profuso alcuni degli esponenti storici confluiti nel nostro partito, e ancor di più apprezzo l'umiltà e la capacità politica con la quale Franceschini ha traghettato il PD in una fase così delicata. Però, sono dell'idea che necessiti adesso (o mai più) un cambio di rotta significativo all'interno del nostro partito per quanto riguarda la priorità alle tematiche politiche da trattare, le modalità comunicative con le quali intendiamo portarle in mezzo alla gente e certo, anche le singole persone chiamate a rappresentarci a livello nazionale. Per queste motivazioni e per diverse altre ancora, sostengo con passione e fiducia la candidatura di Ignazio Marino a segretario nazionale del PD, invitando tutti gli interessati (e gli scettici) a seguire i suoi interventi pubblici e a leggere le sue dichiarazioni su ricerca, sanità, etica e diritti sul sito www.ignaziomarino.it . Onestamente, non ho riscontrato posizioni così nette e precise tra gli altri leader o aspiranti tali, forse perchè si trascinano dietro ancora una parte troppo consistente di quei mondi incomunicanti cui facevo prima riferimento. Teniamo presente che Marino non è solo "quello del testamento biologico" e della "laicità", Marino sta trattando con competenza tutti i temi che devono interessare un ampio dibattito congressuale e rappresenta a mio avviso la strada più coerente che è chiamato ad intraprendere adesso con coraggio il nostro partito se vuole tornare a dialogare in modo autentico con la società reale, senza più dannose liti tra ex e senza più indecisioni sulle questioni cruciali che ci trasciniamo dietro da troppo tempo. Mi associo quindi al Comitato formato ad Empoli per Marino segretario (empolipermarino@gmail.com) e invito chiunque fosse interessato a metterci in contatto per rafforzare la rete a sostegno della sua candidatura.


 

Commento di Foresto Mostardini all'intervento di Massimo Matteoli - venerdì 17 luglio 2009

Caro Avvocato,

ho letto velocemente il tuo intervento molto ben fatto nella analisi,ma a parer mio incompleto. Non si può a mio parere prescindere dal fatto che Empoli è stata in parte un ' laboratorio ' in cui  di fronte ad una presunta debolezza della proposta PD per il rinnovo Comunale  (auspicato e poi rientrato all'interno del PD stesso - vertici compresi -) ha fatto pensare a Marconcini che si potesse incrinare il castello ed a Nascosti che forse in questa prospettiva si potesse avere una crescita importante e stabile del Centro.Destra Ai miei tempi visti i risultati il giorno dopo sarebbero stati dimissionati i vertici del Polo e dell'UDC in particolare , e la coalizione di Marconcini. Nascosti aveva fatto un accordo politico con Del Taglia (UDC di Signa) : Nascosti in Provincia e Del Taglia Sindaco a Signa, in cambio la candidatura unica per il Polo ad Empoli ad un UDC :Il risultato è stato Nascosti in Provincia, Del Taglia (UDC) trombato a Signa e la UDC al 3,8% : il minimo storico della presenza cattolica ad Empoli. La perdita dell'occasione del ballottaggio (a cui sarebbe andato naturalmente il candidato UDC ) ha fatto anche perdere la possibilità di un progresso dell'elettorato moderato che sarebbe stato trainato dalla novità del ballottaggio ad Empoli ed avrebbe forse provocato uno spostamento permanente di un certo numero di elettori dal Centro-sinistra al Centro. La nomina di Nascosti in Provincia avrà soddisfatto forse Nascosti,ma ha sicuramente seppellito l'UDC ((non solo ad Empoli ma in tutta la zona) ed avrà  certamente fatto ripensare alla strategia del Polo per Empoli. Marconcini non aveva neppure una strategia perchè riproporsi a distanza di 5 anni per la seconda volta ad Empoli con lo scopo di mandare il Sindaco al ballottaggio e riuscire a rischiare di mandarci l'UDC senza nessuna prospettiva di unità Sinistra e facendo scomparire nella zona Rifondazione e Comunisti Italiani, vuol dire avere una grande presunzione di se od avere sbagliato calcoli od avere avuto promesse non mantenute a Sinistra. Quando la politica era cosa seria e non da geometri il giorno dopo i risultato UDC e Sinistra per Marconcini avrebbero chiuso o sarebbero stati commissariati. Il Polo dovrà cambiare strategia e sopratutto uomini  Il PD dovrà recuperare a Sinistra ed a parer mio sarà facile : ma di questo legato anche alla discussione congressuale del PD parlerò in in altro intervento successivo

 

 

La grande paura: perché il centro-sinistra ha rischiato il ballottaggio ad Empoli- di M. Matteoli - giovedì 16 luglio 2009

La sera di lunedì 8 giugno sembrava quasi che oltre a Prato un’altra storica roccaforte della sinistra toscana fosse sul punto di andare al ballottaggio.

Fu necessario attendere il risultato delle ultime due sezioni elettorali per avere la certezza della vittoria al primo turno della coalizione di centro sinistra, sia pure per poche decine di voti.

Sono passate alcune settimane da quella notte ed è possibile fare, a mente fredda ed in modo più approfondito, un primo bilancio di quello che è successo ad Empoli.

Per prima cosa i numeri

Mi devo scusare, ma per prima cosa occorre dare un’occhiata, sicuramente un po’ noiosa ma indispensabile, ai numeri.

Cercherò di essere il più sintetico possibile, visto che in rete, per chi volesse, è possibile trovare ogni ulteriore dettaglio.

Nonostante non sia omogeneo con il voto europeo, ho scelto come dato di confronto quello delle elezioni del 2008, non solo per la vicinanza temporale ma anche, e soprattutto, perché rappresenta l’unico possibile sia per il PD che per il PDL.

Infatti, fu alle politiche dello scorso anno che i due maggiori partiti italiani si presentarono per la prima volta agli elettori.

Nella tabella che segue ho espresso in estrema sintesi i risultati del Comune di Empoli ed ho cercato di evidenziare le tendenze più significative rispetto alle ultime elezioni politiche del 2008.

Il raffronto indica la differenza percentuale tra il voto europeo riportato nella città di Empoli dai maggiori partiti nazionali rispetto al risultato delle precedenti elezioni politiche sempre ad Empoli; l’ultima riga, invece, espone la differenza a livello nazionale tra il risultato europeo del 2009 di ogni singolo partito con quello delle elezioni politiche del 2008, al fine di individuare le differenze tra le tendenze nazionali e quelle manifestatesi nel nostro comune:

 

 

PD

IDV

UDC

PDL

Lega Nord

Lista Comunista - Sinistra e libertà

Politiche 2008 Empoli

56,9

3,7

3,5

23,6

1,3

5,3                                         (Arcobaleno)

Europee 2009 Empoli

46,6

7,5

4,5

23,5

3,5

7,3            -          2,9

Diff. %  Empoli 2009/2008

- 10,3

+ 3,8

+1

-0,1

+2,2

+5,2

Diff. % Italia 2009/2008

-7,1

+3,6

+0,9

-2.1

+1,9

+3,4

 

Da questi numeri emerge una conclusione chiarissima: il dato politico più significativo è rappresentato dal risultato negativo del Partito Democratico.

Alle scorse elezioni politiche del 2008 il PD ad Empoli aveva riportato 17.027 voti, pari al 56,9 %, mentre nelle recenti elezioni europee, a poco più di un anno di distanza, il PD ottiene solo il 46,6% di consensi con 12.592 voti.

La perdita percentuale rispetto alle elezioni politiche ( -10,3%) è peggiore non solo di quella nazionale ma anche di quella segnalata in Toscana e nella provincia di Firenze come si può vedere nella tabella che segue:

 

Risultato PD %

Empoli

Provincia Firenze

Toscana

Italia

Politiche 2008

56,9

52,2

46,8

33,2

Europee 2009

46,6

43,1

38,7

26,1

Differenza

- 10,3

-9,1

-8,1

-7,1

 

Questa tendenza appare ancora più significativa se lo confrontiamo con quella dell’affluenza.

Anche ad Empoli, infatti, vi è stata una significativa diminuzione dell’affluenza elettorale, ma in misura molto più ridotta rispetto al resto del paese.

 

Affluenza %

Empoli

Provincia Firenze

Toscana

Italia

Politiche 2008

85,7

85,3

83,7

80,5

Europee 2009

77,8

76,1

72,9

66,5

Differenza

- 7,9

-9,2

-10,8

-14

 

Gli empolesi anche in queste ultime elezioni hanno confermato il loro maggior senso civico rispetto alla media del paese, ma nonostante l’astensione in città aumenti solo del 7,9% rispetto al 14% nazionale, ciò non ha portato nessun contributo positivo al risultato del PD.

Anzi, come abbiamo visto, la perdita del PD in città è superiore non solo a quella nazionale, ma anche alla media regionale e provinciale.

Come se non bastasse il solito giorno nelle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale il PD si attesta sul 42,3 % con 11.024 voti, con un’ulteriore perdita di 1.568 voti e del 4,3 % rispetto al risultato ottenuto lo stesso giorno alle europee.

Il fenomeno si verificò già nel 2004 ma ora la perdita è quasi il doppio di quella che si verificò alle precedenti elezioni nel confronto fra la lista Uniti nell’Ulivo ( che alle Europee del 2004 riportò il 49,71% dei voti) e le liste di DS e Margherita, che complessivamente a livello comunale ottennero il 46,90%, con una perdita di 2,81 punti percentuali.  

Per altro, in queste elezioni, i partiti nazionali, tranne in pratica la lista comunista (solo il - 0,3% di perdita) ed i partiti di Sinistra e Libertà (che a livello comunale hanno presentato tre liste distinte) subiscono una sensibile perdita di consensi nel voto comunale rispetto a quello europeo, come risulta dal raffronto che segue:

 

Risultati %

PD

Centro destra

Lista Comunista + Sinistra e libertà

IDV

 Di Pietro

Europee 2009

46,6

31,2

PDL 23,6 + Udc 4,5 + Lega 3,5

10,2

7,3 comunisti + 2,9 sinistra e libertà

7,5

Comunali 2009

42,3

26,4

22,6 PDL + 3,8 UDC

11,4

7 comunisti +2,2 sinistra per Empoli + 1,5 verdi + 0,7 socialisti

4,7

Differenza

- 4,3

- 4,8

+ 1,2

- 3,2

 

La flessione dei partiti nazionali (- 12,3) è quasi speculare al consenso raccolto a livello comunale dalle tre liste civiche, che raccolgono complessivamente quasi 4.000 voti (3.907 per l’esattezza) ed il 15% dei consensi.

Nello specifico la lista a sostegno del candidato Frosini riporta 514 voti, pari al 2%, quella che porta il nome del candidato Marconcini raccoglie 2.192 voti pari all’8,4% mentre gli amici di Beppe Grillo arrivano ad un sorprendente 4,6 % con 1.201 voti.

La perdita colpisce pesantemente sia i partiti del centro destra che il PD e l’Italia dei Valori ed proprio l’erosione del voto PD e IDV ( complessivamente – 7,5 %), che nella notte dello scrutinio fece sospirare fino all’ultimo la vittoria del centro sinistra.

Mi scuso per questa lunga ed un po’ noiosa premessa su numeri e percentuali, ma quando si cerca di analizzare un risultato elettorale non è possibile farne a meno.

* * *

Un primo giudizio

Il quadro complessivo che emerge dal voto mi sembra sufficientemente chiaro: il PD rimane di gran lunga la forza maggioritaria della città, ma dimostra segni preoccupanti di debolezza.

Debolezza che si manifesta innanzitutto in una perdita molto più pronunciata della media nazionale (il 10,3% contro il 7,1%) nel voto europeo e che si accentua con un’ulteriore perdita dl 4,3% nel passaggio dal voto europeo a quello amministrativo. Perdita che appare ancora più significativa perché consolida un fenomeno già emerso nelle precedenti elezioni del 2004.

Solo con difficoltà questa debolezza è stata supplita dagli altri partiti della coalizione di centro sinistra.

Alla fine la maggioranza assoluta è stata comunque raggiunta al primo turno, ma nessuno dei partiti più piccoli della coalizione, con la sola eccezione dell’IDV, è riuscita ad eleggere un consigliere comunale.

D’altra parte dal voto non emerge un’alternativa credibile: il centro destra è ancora largamente minoritario mentre l’opposizione di sinistra ottiene un risultato importante ma inferiore a quello di cinque anni fa e, soprattutto, alle aspettative della vigilia.

Forte e trasversale ai vari schieramenti politici è, invece, il consenso delle liste civiche (il 15%), in cui evidentemente si rifugia la gran parte degli elettori che abbandonano i partiti nazionali (il 12,6%) nel passaggio dal voto europeo a quello locale.

Pr il PD il risultato non può, che definirsi come una sconfitta.

Né questa viene  meno perché le norme elettorali hanno paradossalmente trasformato il 42,3% di voti in un’ampia maggioranza assoluta di seggi ( 17 consiglieri su 30 per il PD in Consiglio Comunale oltre al Sindaco).

Alcune delle cause di questo più che mediocre risultato hanno origini e cause che vanno ben al di là della nostra città.

Ma sarebbe un gravissimo errore pensare che il risultato abbia solo origini nazionali.

Accanto ad esse ci sono cause molto più vicine a noi.

* * *

La doppia debolezza del PD

Come superarla

Sono sicuro che il PD empolese abbia la forza morale e politica per invertire la tendenza, ma è necessario capire le ragioni di questo voto e trarne le necessarie conseguenze, perché solo così si potrà ritrovare quel consenso ampiamente maggioritario riscosso solo un anno fa.

Ovviamente questa riflessione riguarda in special modo la realtà locale, tralasciando volutamente le questioni politiche più generali, per concentrarsi prioritariamente sulle cose da fare “qui ed ora”.

La riflessione critica dovrà svolgersi su due livelli distinti, ma comunque collegati tra di loro.

Come abbiamo visto, infatti, vi sono due diverse debolezze: una più specificatamente politica, che fa registrare al PD nel voto europeo perdite maggiori di quelle nazionali, ed un altra nel voto amministrativo che, a differenza di un passato non lontano, non riesce a trasformare l’indubbio buon governo della città in consenso elettorale aggiuntivo.

Senza avere la presunzione di avere la “bacchetta magica”, penso che la prima debolezza manifesti una nostra specifica difficoltà di intercettare il voto d’opinione, cioè quello delle persone che non hanno “contatti” con la struttura organizzata del PD.

Si tratta di una questione non solo locale, ma che evidentemente ad Empoli pesa di più che altrove.

Non a caso le percentuali minori del PD si registrano nel centro urbano (la zona tra l’Orme e S. Maria) e non a caso alle europee il partito di Di Pietro ottiene in città un dato quasi uguale a quello nazionale. (il 7,5%) contro, per fare alcuni esempi di Comuni a noi vicini, il 4,6% di Castelfiorentino ed il 5,6% di Fucecchio.

* * *

Dobbiamo, perciò, in primo luogo ripensare il modo tradizionale di fare politica del PD ad Empoli.

Mi sembra evidente che non siano riusciti a raggiungere il corpo profondo della società empolese e che questo risultato non può essere ottenuto con i circoli territoriali (il nuovo nome delle vecchie sezioni).

Accanto a questi organismi tradizionali va creata una rete di contatti e di strutture trasversali alla società, che sia capace di parlare a tutti i settori dell’opinione pubblica empolese andando a cercare le persone dove sono e non dove noi vorremmo che venissero.

Solo per indicare alcuni settori di intervento che mi sembrano prioritari, penso al mondo del lavoro e delle nuove professionalità, al molteplice e variegato universo dell’associazionismo in tutti i suoi aspetti, alla realtà della cooperazione sociale.

Sia chiaro: non è una questione organizzativa, ma squisitamente politica.

A torto o ragione siamo visti come un partito opaco che discute poco e, soprattutto, tende a demandare le decisioni alle istanze istituzionali. Se vogliamo che i cittadini partecipino alla vita politica, è necessario che la nuova struttura del PD privilegi l’elaborazione degli indirizzi operativi e serva effettivamente alla selezione di un gruppo dirigente il più ampio e rappresentativo possibile.

Occorre, cioè, riuscire ad impegnare (quanto meno ben più di ora) nella vita attiva del PD, dare voce, visibilità, responsabilità, a pezzi interi della società empolese che guardano a noi, ma che non siamo riusciti a coinvolgere in maniera soddisfacente, a far sentire parte di un progetto politico più grande.

Ma questo non può bastare.

* * *

I nostri Comuni cercano di dare risposte a molte esigenze fondamentali per la vita di tutti noi, dalla scuola, all’urbanistica, al sociale, solo per citarne alcune.

Ma oggi una questione si pone come fondamentale per il futuro della città: quella del lavoro e dello sviluppo.

Il tradizionale modello sociale basato sul lavoro e sull’impresa diffusa, su cui si è fondato la ricchezza delle nostre zone ed il consenso dei partiti di sinistra, è in crisi.

Empoli, poi,  invecchia in tutti sensi e quando questo avviene la paura  la diffidenza crescono e si chiede solo di erigere muri verso l’esterno.

Questo mutamento demografico si accompagna a segni evidenti di debolezza dei sistemi di “distretto industriale”.

Come se non bastasse la crisi economica colpisce più duramente, e già se ne avvertono i segni, tutte le aziende orientate sull’export.

Corriamo il rischio che interi settori produttivi, penso a quello della moda per primo, che ritenevamo naturali per la nostra zona, siano spazzati via.

Le conseguenze sui livelli occupazionali non potranno che essere pesanti e, soprattutto, rischiano di essere strutturali e permanenti.

E’ necessario, perciò, porre con forza il problema dello sviluppo.

Empoli deve rimanere una città del lavoro, che dal lavoro trae la parte migliore e preponderante della propria ricchezza e del proprio benessere ed il Comune ed il PD devono essere i garanti di questo impegno.

Per fare questo è necessario legare con un filo rosso che unisca in un progetto condiviso, ben visibile e comprensibile, l’attività politica ed amministrativa alle iniziative delle categorie economiche e sociali.

Se vogliamo evitare una lenta decadenza alla nostra città dobbiamo perciò, da un lato, convincere i nostri cittadini ad avere il coraggio di investire e di credere nel futuro della città, dall’altro creare un ambiente istituzionale disponibile e non penalizzante che favorisca il “buon sviluppo”.

Dalla politica degli investimenti alle normative urbanistiche ed amministrative, dai rapporti con la Regione al ruolo dl Circondario, tutto deve essere discusso avendo come obiettivo primario la difesa del lavoro e lo sviluppo di nuove imprese economiche.

Se necessario dobbiamo essere disponibili anche a modificare l’ingegneria istituzionale che è stata il pilastro della politica locale, purchè questo sia funzionale al nostro progetto.

In un periodo come l’attuale, in cui la differenza tra i bisogni e le esigenze dei cittadini, da una parte, e le capacità dell’amministrazione, dall’altra, è destinata inevitabilmente ad aumentare, il buon governo da solo non è più sufficiente.

E’ perciò indispensabile riuscire a coinvolgere la città, nella sua accezione più vasta, in un “progetto” di sviluppo condiviso, che tragga dal confronto con i cittadini le scelte e le priorità di intervento e che da questo confronto trovi la forza ed il consenso per l’attività amministrativa.

Non si tratta di fare “più pubblicità”, ma di realizzare forme di partecipazione e di confronto molto più incisive di quelle che siamo riusciti a fare nel recente passato.

Purché sia chiaro per  invertire la tendenza elettorale occorre una modifica effettiva e non di facciata dei tradizionali modi del dibattito politico ed amministrativo della nostra città, con un’apertura, una capacità di ascolto ed un coinvolgimento dei cittadini e delle forze sociali, ben maggiore di quello ordinario.

Perché non possiamo più accontentarci dell’ordinario.

Non sarà una strada facile, né tantomeno scontata, ma non vedo alternative perché, come mi piace ripetere, un partito che come nome si è scelto il programma ambizioso e difficile di “governo del popolo” (demos kratia) non può trarre la propria forza che dalla massima apertura e partecipazione dei cittadini.

 

Intervento di Marco Pacciani - martedì 23 settembre 2008

Marco Pacciani interviene sulla cultura del Pd

 

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Intervento di Francesco Betti, vice sindaco Certaldo - giovedì 22 maggio 2008

Credo che l’analisi del voto di Matteoli sia un ottimo punto di partenza per una riflessione su come far “ripartire” il nostro partito.

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Un silenzio imbarazzante- Marco Pacciani - mercoledì 21 maggio 2008

Un silenzio imbarazzante, interrompiamo le trasmissioni o ci abboniamo a Sky?

Carissimo compagni, amici vecchi e nuovi del partito democratico.

In questi giorni stiamo assistendo purtroppo in silenzio ad un vecchio film di gusto peronista, già visto in tutte le sale anche quelle parrocchiali di periferia che viene proiettato continuamente sul “Primo canale democratico”.

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Contributo al dibattito sul dopo voto di Donatella Allori - mercoledì 14 maggio 2008

Vorrei innanzi tutto ringraziare Massimo Matteoli per il contributo sull’analisi del voto , per la puntualità dei dati e della riflessione proposta. Un contributo prezioso per stimolare un confronto aperto a tutti,  che vada ad allargare le riflessioni iniziate all’interno delle assemblee e delle segreterie comunali e di territorio del Partito Democratico.

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Intervento sul dopo voto di Foresto Mostardini - martedì 13 maggio 2008

Massimo,

ti ringrazio per avermi mandato copia della tua analisi sul voto (vai all'articolo)  ( la più completa ed articolata che ho avuto modo di leggere ) Una piccola osservazione che non vuole e non può essere una risposta a 7 pagine di analisi articolata

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Un commento ai risultati elettorali Arianna Poggi - martedì 13 maggio 2008

Ringrazio Massimo di questa lunga analisi perchè dà lo spunto a tutti noi di discutere a freddo del voto.

Per questo, senza scendere in dati o in percentuali di voto vorrei aggiungere alcune mie riflessioni...

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Un commento ai risultati elettorali di Filippo Torrigiani - martedì 13 maggio 2008
Desidero anche io complimentarmi con Massimo (leggi l'articolo)per l'analisi che ha fatto e per l'opportunità che ci ha dato per fare alcune riflessioni maggiori informazioni ...

Analisi del dopo voto di Massimo Matteoli - lunedì 5 maggio 2008

La lezione del voto

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Intervento Brenda Barnini sul Partito democratico - mercoledì 23 gennaio 2008

Venerdì 25 gennaio iniziano le assemblee dei circoli di base, il secondo appuntamento di costruzione del Pd e dopo la storica giornata del 14 ottobre tocca nuovamente alla partecipazione democratica decidere le sorti del nuovo partito a livello territoriale.

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Intervento Beatrice Cioni, Flavio Arditi, Damasco Morelli - sabato 19 gennaio 2008

La costituzione del nuovo partito democratico deve sposarsi con un rilancio deciso e coraggioso dell’azione politica locale.

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Intervento di Bacchi, Sani, Cei, Pasquinucci e Pampaloni - sabato 19 gennaio 2008

Da La Nazione-Empoli sabato 19 gennaio 2008

GLI  ex dirigenti  della Margherita Marco Bacchi, Filippo Sani, Maurizio Cei, Carlo Pasquinucci e Alessandro Pampaloni fanno sentire la loro voce nel dibattito sul futuro del Partito democratico

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Intervento Paolo Malquori - martedì 15 gennaio 2008

Paolo Malquori, consigliere provinciale Pd, interviene nel dibattito sul Partito democratico:«Vorrei anch’io unirmi alla riflessione scaturita sul Partito democratico Empolese Valdelsa, portando un piccolo e modesto contributo, sulle future dinamiche che il  Pd dovrebbe rappresentare per la nostra realtà territoriale.  Autorevoli interventi si sono susseguiti, nelle settimane scorse, dopo le prospettive tracciate da Giancarlo Faenzi sul “fare squadra”. ..

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Intervento di Gianluca Parrini - giovedì 10 gennaio 2008
Da Il Tirreno, 10 gennaio 2008

L'importanza del circondario

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Intervista a Irene Tinagli - mercoledì 9 gennaio 2008
Da Il Tirreno, cronaca di Empoli,  del 9 gennaio 2008

Un’empolese nello staff di Veltroni
Il sogno di Irene Tinagli: trasformiamo l’Italia in un paese meritocratico

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Intervento di Luigi Nigi, assessore provinciale all'Ambiente, Energia - venerdì 4 gennaio 2008
Da Il Tirreno, cronaca di Empoli,  del 3 gennaio 2008

Importante fare squadra

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Intervista a Vittorio Bugli, consigliere regionale Pd - giovedì 3 gennaio 2008
Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, del 2 gennaio 2008

Vittorio Bugli: «Un forum con le imprese per togliere tutti i freni della burocrazia»

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Intervento di Foresto Mostardini - martedì 1 gennaio 2008
Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, di lunedì 31 dicembre 2007

L’onorevole è incomprensibile

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Intervista a Alberto Fluvi, deputato Pd - lunedì 31 dicembre 2007
Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, di domenica 30 dicembre 2007

«No agli accordi per i coordinatori Pd»

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Brenda Barnini nell'esecutivo regionale del Partito Democratico - venerdì 28 dicembre 2007

Andrea Manciulli, segretario regionale del PD eletto il 14 ottobre da più di trecentomila toscani, ha nominato il suo esecutivo, composto da 16 membri metà uomini e metà donne, con una media di età inferiore ai 38 anni. Tra questi figura con un incarico di responsabilità Brenda Barnini, empolese di 26 anni cresciuta dentro ai DS dell' Empolese Valdelsa nei quali ha ricoperto l'incarico di segretario dell'Unione Comunale di Empoli dal settembre 2005 fino ad oggi....

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Partito Democratico Empolese Valdelsa - via Fabiani,64 50053 Empoli - Tel. 0571 700023 Fax 0571 700029 - email info@pdempoli.it
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