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APERTURA DELL’ANNO GIUDIZIARIO: alla protesta dell’ANM si aggiunga la vicinanza della società civile - 28. ledna 2010I ripetuti attacchi che Governo e maggioranza parlamentare stanno
portando avanti nei confronti del sistema giudiziario italiano, non
potevano generare altro che una legittima protesta da parte della
Magistratura italiana.
In maniera oramai cadenzata, stiamo assistendo ad una lacerazione del
sistema giudiziario perpetrata dalla compagine politica di centro
destra che rischia di divenire devastante per tutto il sistema Paese. Alle già enormi difficoltà di funzionamento dell’apparato giudiziario,
che la Magistratura oramai da anni evidenzia, si aggiunge l’elemento -
squisitamente politico- di accanimento nei confronti dell’operato dei
Giudici e di ciò che essi rappresentano; così facendo, oltre che ad
affossare i principi fondamentali garantiti dalla Carta costituzionale,
si mettono gravemente in discussione le norme fondamentali che regolano
gli equilibri democratici del nostro Paese.
Giova tuttavia ricordare che niente è figlio della casualità: figure di
primo piano dell’attuale maggioranza politica tra cui Silvio
Berlusconi, sono investite in prima persona di accuse giudiziarie alle
quali dover rispondere.
Tenuto pertanto conto di questi aspetti, è del tutto naturale che
l’attuale Governo si affretti a varare le tanto sospirate riforme
giudiziarie. Poco importa quindi se con l’approvazione di queste
riforme ad personam verranno cestinati anni di indagini, di duro lavoro
delle Forze dell’ordine e della Magistratura; quello che importa, per
il centro destra, è che questa riforma giunga in brevissimo tempo a
compimento.
A poco è valsa anche l’accesa protesta delle opposizioni parlamentari
durante la discussione che si è tenuta il giorno 22 u.s. nell’Aula del
Senato della Repubblica.
Non sono trascorsi moltissimi anni dal 2002, anno in cui, l’allora
Procuratore di Milano Borrelli, terminò il proprio intervento in
occasione dell’inizio dell’anno giudiziario con queste parole:
RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE. Come è purtroppo evidente, la storia
si ripete.
Naturalmente qualcuno si affretterà a spiegarci che si trattava di
un’altra epoca. Qualcuno ci dirà che i tempi e le necessità sono
cambiati. Altri ancora ci diranno che le nostre paure e le nostre
perplessità sono oramai superate dagli eventi.
Io, e per fortuna ritengo di non esser solo, continuo a credere che la
classe politica che governa sia di gran lunga la peggiore che il Paese
abbia mai avuto. E credo anche che il livello di assoluta indecenza che
questi atti evidenziano, sia senza precedenti.
Assolutamente degna di rispetto quindi la protesta dell’Associazione
nazionale dei Magistrati, con l’auspicio che ad essa si aggiunga lo
sdegno delle altre Istituzioni italiane e della società civile. Filippo Torrigiani
čti více ... LOTTA ALLA MALAVITA ORGANIZZATA: Forze dell’ordine e Magistratura da sole non sono sufficienti. - 26. ledna 2010
Il clima di tensione generato
dalla malavita calabrese sembra non conoscere battute d’arresto.Ultimo, in ordine temporale,
l’atto intimidatorio nei confronti del Sostituto Procuratore Giuseppe Lombardo.È del tutto evidente che le
azioni di contrasto poste in essere dalla Magistratura e dalle Forze
dell’ordine in Calabria risultano assai proficue in termini di lotta alla
criminalità.Tuttavia, l’azione di contrasto
squisitamente “tecnica” operata dalle Forze di Polizia e dagli uffici
giudiziari non può da sola essere
elemento esaustivo ai fini dell’affermazione della legalità.Ancora una volta, purtroppo, si
evidenziano intrecci e legami tra politica e malavita organizzata. Nuovamente,
questo metodo comportamentale, rischia di vanificare quanto di buono
amministratori e legislatori onesti riescono a fare.In una terra da sempre martoriata
da azioni criminali, sarebbe necessario che la politica si adoperasse affinché,
gli apparati dello Stato preposti a garantire la sicurezza e la democrazia,
fossero forniti di uomini e tecnologie in grado di anticipare e reprimere forme di illegalità.Purtroppo, sovente, ai proclami
del Governo, non seguono politiche serie di investimenti negli organici e nelle
strumentazioni in dotazione alle Forze dell’Ordine. Inviare uomini dell’Esercito per le strade, o delegare la
vigilanza dei territori alle ronde, non può in nessun modo essere la risposta
che lo Stato manifesta nei confronti della malavita organizzata.Ciò su cui si deve investire, in
primo luogo, passa necessariamente da una forte azione investigativa, ed è per
questo che gli organici delle Forze di
Polizia e della Magistratura non possono
e non debbono subire restrizioni finanziarie come quelle che il Governo sta
attuando. La malavita può attecchire ed affondare radici ovunque, non solo al
sud ed è in funzione di ciò che è doveroso tenere alta la guardia rispetto a
queste evidenti problematiche.Nel Paese e in questi territori, ogni giorno uomini e
donne –con evidente difficoltà- operano per garantire la sicurezza dei
cittadini . Ed è in prima istanza a loro che la politica deve rivolgere lo
sguardo.La politica, per parte sua, non
deve in nessun modo osteggiare le potenzialità repressive delle Forze
dell’ordine e della Giustizia, ma deve investire per garantirne la
funzionalità.La compagine politica, in maniera
trasversale, si deve altresì prefiggere un obiettivo chiaro: adoperarsi
affinché le parti migliori della nostra
società civile sappiano costruire un futuro
in grado di coniugare sviluppo e legalità.Solo e soltanto con queste
prerogative si potrà riuscire, negli
anni a venire, a prospettare per noi e per le generazioni future, un Paese
migliore libero da perversi intrecci che legano politica e interessi
malavitosi.
Filippo Torrigiani
čti více ... Non solo nomi. Alle primarie mettiamo al centro i problemi della gente. Una proposta concreta: cre - 30. listopadu 2009
Il prossimo 13 dicembre il PD toscano sceglierà con elezioni
primarie i candidati al consiglio regionale.Si tratta di un appuntamento molto più importante di quello che
si può pensare, poiché sarà l’unica occasione di quel confronto diretto ed
immediato tra elettori e candidati, di cui sentiamo tutti il bisogno.Quelli che criticano le primarie farebbero bene a chiederne
l’applicazione obbligatoria per legge a tutti i partiti, a cominciare dal PDL,
uscendo da questa politica sempre più auto referenziata che rappresenta un
pericolo vero per la salute della democrazia italiana.Diciamo però chiaramente che non basta, e pensiamo non basti
nemmeno ai cittadini, un semplice appello al territorio ed il confronto sui
soli nomi dei candidati.La forza delle primarie è quella di essere lo strumento ideale
per un vero dibattito ed un confronto con tutti i cittadini, sui loro problemi
e non su quelli di organigramma e di schieramento della politica.Si tratta di un’occasione che non può assolutamente essere
sprecata.Questo, a maggior ragione, in un momento come l’attuale in cui
si avverte chiaramente come pure il “modello toscano” stia mostrando
scricchiolii preoccupanti, manifestati chiaramente dai risultati di Prato (ed
anche di Empoli se per questo).Proprio in contemporanea con l’inizio della campagna delle
primarie regionali il centro-destra ha approvato una sciagurata legge di riforma
dei servizi pubblici locali.Si tratta di uno dei settori dove maggiore i cittadini avvertono
la loro lontananza dalle istituzioni e, troppo spesso, si sentono impotenti
rispetto alle aziende che hanno sostituito le vecchie municipalizzate.E’ fuori di dubbio che è necessario e fondamentale occuparsi
dello sviluppo e dell’efficienza industriale di queste aziende, ma accanto a questo, con pari importanza,
occorre riflettere sul rapporto tra queste strutture ed il semplice utente.I cittadini si preoccupano dell’efficienza dei servizi, del
costo delle bollette, delle insufficienti manutenzioni (con esponenziale
aumento dei guasti), di aziende che sembrano diventate moloch burocratici dove
l’utente non ha più alcuna voce.Pensiamo di essere facili profeti nel prevedere che la nuova
legge nazionale che diminuirà, la partecipazione pubblica, aumenterà ancora di
più i problemi di rapporto con l’utenza e di effettivo controllo “sociale” di
queste aziende, così importanti nella vita di tutti noi.Contro questa legge dovrà svilupparsi forte l’opposizione di
tutti i democratici, ma occorre essere consapevoli che i problemi di rapporto
con l’utente ed il semplice cittadino esistono anche nelle strutture a totale
controllo pubblico.Vogliamo, perciò, utilizzare l’occasione delle primarie
regionali per porre la questione al PD e ai candidati al prossimo consiglio
regionale.Certo molti altri sono i problemi di questo particolare momento,
in primo luogo la crisi economica e la gravissima emergenza lavoro, su cui
l’attenzione deve essere massima.Ma su una questione così delicata come il rapporto tra i
cittadini e le aziende dei servizi pubblici è possibile dare risposte
importanti in tempi rapidi.In Regione è ferma una proposta di legge che prevede
l’istituzione di un’autorità e di un osservatorio regionale sui servizi
pubblici.Ci pare che l’autorità regionale risponda efficacemente
all’esigenza di creare un luogo, in cui sia possibile un ampio confronto
sociale sulle politiche tariffarie e degli investimenti, ad iniziare dalla
manutenzione, dove le categorie sociali (sindacati ed associazioni degli
imprenditori), ma anche i consumatori, possono fattivamente intervenire.Bene fanno coloro che vogliono accelerare al massimo la sua
approvazione, se possibile già in questa legislatura, prima delle elezioni
della prossima primavera.Pensiamo, però, che oltre a questo Osservatorio Regionale vada
istituita una figura di vero e proprio “Garante
degli Utenti”, che abbia il potere di convocare le aziende, chiedere loro
chiarimenti e risposte, svolgere un’effettiva e concreta attività di indagine e
di proposta per la risoluzione dei problemi, segnalare all’autorità eventuali
disservizi e proporre le necessarie misure, anche sanzionatorie.Occorre, cioè affiancare alle forme di controllo istituzionale e
di confronto, che già prevede la proposta di legge, un luogo ed un’autorità
pubblica a cui ogni semplice cittadino possa rivolgersi per segnalare
disservizi e chiedere la tutela dei propri diritti.Nel nostro amore per le grandi riflessioni teoriche, troppo
spesso tralasciamo problemi che possono apparire “spiccioli”, ma che per una
persona normale sono spesso i più importanti.Non sottovalutiamo, perciò, l’importanza di creare in un settore
così delicato come quello dei servizi pubblici, una struttura “amica” del
cittadino, del semplice utente, che possa efficacemente intervenire in difesa
dei suoi legittimi diritti, favorisca attivamente la conciliazione delle
controversie ed assicuri forme garantite
ed obbligatorie di ascolto e confronto tra il cittadino e le aziende di
servizi, che vadano oltre numeri verdi che troppe volte suonano a vuoto.La società chiede con forza alla politica di cambiare, di
ritrovare una maggiore sintonia con i cittadini normali.Non è una richiesta da
poco, ma la condizione necessaria per il PD e l’intero centrosinistra per
vincere la sfida delle destre.
čti více ... Intervento di Gabriele Scali,coordinatore circolo Cortenuova-Serravalle - 11. listopadu 2009Parliamo di più del nostro territorio per ritrovare il largo consenso
Lo scorso luglio, prima
dell’avvio del congresso, Massimo Matteoli era intervenuto con una riflessione
sul calo di consensi nel Comune di Empoli. Condivido la sua analisi che vede
un PD in forte calo alle Europee ed ancor di più alle Comunali (non soltanto
nel Comune di Empoli) e la considerazione sulla performance del PDL incapace di
espandersi nonostante le divisioni tra il PD e le altre liste di sinistra. Non
sfonda l’IDV ed è vero che liste civiche sono state le vere protagoniste di
queste elezioni amministrative facendo emergere un certo disagio
dell’elettorato.
Da qui la domanda di Matteoli: nell’Empolese
Valdelsa, dove ci vantiamo per il “buon
governo” della nostra pubblica amministrazione, dove il tenore di vita è
indiscutibilmente buono, i servizi funzionano e la partecipazione civica è più
facile…. cosa ha determinato il calo del PD? Affermare che “comunque abbiamo vinto al primo turno”
è un modo semplicistico o furbesco per chiudere il dibattito su una mediocre
performance elettorale. Concordo con Massimo quando
afferma che le risposte sul piano politico potrebbero essere più di una. Riportare
la discussione sul lavoro è una prima risposta. Vorrei aggiungere i temi
ambientali, la mobilità senza emissioni, l’innovazione e la ricerca. E’ vero che
dobbiamo progredire sul nostro modo di fare politica, forse un po’ obsoleto e
compreso soltanto dalle generazioni di età più avanzata. Ma non credo che a
Empoli il PD abbia pagato la disattenzione su questi temi. Credo invece che la chiave di
lettura stia nella definizione del termine “buon
governo”. Cosa significa “buon
governo”? Siamo sicuri che le giunte uscenti abbiano garantito il “buon governo”? Cosa intendiamo per
governare? Come si misura il “buon
governo”? Prendiamo l’esempio di Empoli. Ho
personalmente condiviso i principali provvedimenti dell’Amministrazione
uscente, anche quelli più discussi e controversi. Sono convinto che la qualità
della vita dei cittadini ne sia uscita migliorata. Ma da coordinatore di
circolo devo ammettere che molti iscritti nutrivano sentimenti ben diversi dai
miei.
Mentre la città lentamente si stava
trasformando (rotonde, sottopassi, cantieri che si aprivano per il nuovo ponte,
un centro storico ristrutturato….) i cittadini lamentavano un vuoto di dialogo
e un’assenza di risposte su numerosi altri temi di varia natura. Un disagio
spesso caratteriale, legato ai modi, alla difficoltà di ottenere prese di
posizione chiare, fossero anche dinieghi.
E’ mancata la capacità politica,
forse a causa di una giunta mal assortita di cui lo stesso Matteoli faceva
parte, di creare un rapporto di fiducia con l’elettore . Si è persa
l’attitudine a far partecipare attivamente i cittadini nelle scelte di pubblico
interesse. E i cittadini hanno “subito” tali scelte non sentendole come
proprie. Quando manca la politica il partito di maggioranza non è indenne da
critiche.
Questa difficoltà caratterizza
anche le nostre istanze riguardo la collocazione dell’Empolese Valdelsa nella
futura area metropolitana di Firenze. Provo a spiegarmi meglio. Davvero pensiamo
che basti affermare “faremo le barricate”
di fronte al rischio di perdere la facoltà di urbanistica a Empoli? Perché la
facoltà di urbanistica dovrebbe stare a Empoli e non a Pistoia? E’ davvero
utile affermare che non serve l’ampliamento dell’autostrada A11 perché è
prioritario l’ampliamento della FIPILI nel tratto Ginestra Empoli? Davvero
crediamo che il pedaggio sulla FIPILI, una sorta di tangenziale per i nostri
comuni, costituisca una possibile risposta al problema?
Nella debolezza di queste istanze
vedo esaurirsi lo sforzo di autodeterminazione della nostra area. Vedo venir
meno l’esaltazione della nostra identità di Circondario. Non vi trovo i reali
motivi che costituiscono l’orgoglio di vivere il nostro territorio. Eppure di
argomenti da spendere ne avremmo tanti: il polo ospedaliero, l’università, la
presenza di aziende di rilevanza internazionale, un importante nodo
ferroviario, le città che si avvicinano e crescono.
Questi temi richiederebbero un dibattito
dedicato, ma per non apparire disfattista voglio evidenziare il diverso tenore delle
scelte della Provincia di Firenze che delibera sulla progettazione del nuovo
ponte sull’Arno e sulla 429. Oppure le recenti sollecitazioni del Sindaco di
Empoli e Presidente del Circondario per il rafforzamento del sistema
ferroviario. Questi sì che sono argomenti pesanti e utili per riportare la nostra area al centro
dell’attenzione delle scelte regionali.
La verità è che negli ultimi anni
tra un congresso ed una campagna elettorale si è dibattuto troppo poco in seno
al partito sulle scelte strategiche per Empoli e per l’intera area. Quando se
ne è parlato è stato un dibattito per pochi. Troppi provvedimenti di forte
impatto non sono stati discussi con la base e non si è creato consenso. I
circoli del PD si sono trovati talvolta disarmati, talvolta incapaci di
argomentare adeguatamente certe scelte dei comuni.
E sottolineo che di questa
incapacità di dialogo sono corresponsabili gli organismi dirigenti del PD di
cui io stesso, in quanto coordinatore di Circolo, faccio parte. Nessuno può
avere alibi di fronte alla perdita di consenso misurate alle amministrative.
Sono però ottimista per il
futuro. Mi sembra che la reazione ci sia stata. Le primarie ci hanno aiutato a
restituire entusiasmo. Il ricambio generazionale c’è stato. C’è voglia di
discussione e confronto. Anche a Empoli l’atteggiamento della nuova giunta mi
sembra molto diverso, forse grazie anche alla semplificazione del quadro
politico. Ora il PD dell’Empolese Valdelsa dovrà coltivare questi elementi
positivi tornando a parlare quotidianamente di città e di area entrando nel
merito dei progetti in corso d’opera e dei programmi futuri.
Gabriele Scali
Coordinatore circolo Cortenuova-Serravalle
čti více ... Contributo al dibattito congressuale di Sauro Del Turco e Donato Petrizzo - 29. července 2009
Il
congresso che ci stiamo preparando a svolgere ha un’importanza
particolare perché ha il compito di provare a definire l’identità
del Partito Democratico, ad affrontare nel profondo quei temi che
costituiscono l’essenza ideale di un partito e che, molto più
semplicemente, lo fanno identificare con chiarezza ai cittadini ed
agli elettori. Ed ha il compito, così facendo, di recuperare il
rapporto con coloro che si sentono in qualche maniera delusi o che
non vedono chiarezza nelle scelte fatte dal PD.Non
si tratta di superare il “ma anche”: si tratta invece di dare una
chiara identità di centrosinistra ad un partito che forse troppo
genericamente si è definito riformista. Una identità nella quale il
centro e la sinistra non debbano annullarsi ma trovare sintesi più
alte partendo dalle culture che nel PD si sono unite. Questo è non
solo necessario ma possibile e ne abbiamo avuto esempi in passato,
come sulla proposta di legge elaborata dal governo di centrosinistra
sulle unioni di fatto.Nel
PD c’è lo spazio e la necessità della cultura e della idealità
cattolica così come di quella riformista, liberale e di sinistra:
nessuna di queste è da eliminare, anzi il Partito Democratico deve
avere la capacitò di accogliere tutti, di non chiudere la porta in
faccia a nessuno. Vediamo il PD come un partito che fa della
pluralità la sua ricchezza. Solo partendo dalle nostre radici, dai
grandi patrimoni politici che stanno alla base della fondazione del
PD, possiamo trovare le sintesi nuove e le proposte moderne per una
Nazione che è ormai allo stallo, che, come dice Alfredo Riechlin
nella bella lettera a Repubblica della scorsa settimana, la destra è
incapace di governare all’altezza dei problemi.Il
PD deve essere in grado di accogliere e chiamare tutti, di non creare
artificiose contrapposizioni fra vecchio e nuovo, fra giovani ed meno
giovani, perché abbiamo anzi bisogno di tutti coloro che possono
portare un contributo ed abbiamo bisogno di parlare a tutti. Dobbiamo
saper essere adeguati ai tempi, guardare al futuro, cogliere la
modernità, ma per far questo non dobbiamo mettere da parte qualcuno
per semplici motivi anagrafici. Per costruire un partito moderno ma
capace di coinvolgere i cittadini, abbiamo bisogno di uno slancio in
avanti degli iscritti, dei militanti, così come dei gruppi dirigenti
ai vari livelli, in maniera che il PD sia davvero la casa di tutti e
non di una maggioranza, tanto meno di gruppi sparsi e variamente
aggregati.Chi
come noi viene dall’esperienza delle liste “A Sinistra” per il
PD, ha sempre posto l’accento sui contenuti culturali e politici e
crediamo che nel congresso sia necessario cominciare a definire
l’identità del partito in merito ad alcuni temi fondamentali. Fra
quelli che riteniamo più importanti, il valore del lavoro, anzi dei
lavori, tenuto sempre insieme alla dignità delle persone ed alla
sicurezza dei lavoratori, la sostenibilità sociale ed ambientale
dello sviluppo, il nuovo ruolo dello Stato dopo il fallimento delle
politiche neoliberiste che sono alla radice della crisi economica, la
difesa e l’estensione dello stato sociale, per garantire diritti e
sicurezza a tutti coloro che vivono in Italia, i temi della bioetica,
la parità tra sessi ed i diritti degli omosessuali, le questioni
legate alla coppie di fatto, la questione morale nella nostra
società, la laicità della politica e la difesa del pluralismo etico
e culturale, il consolidamento dell’Unione Europea, sia dal punto
di vista sociale che politico, il ruolo di pace e di collaborazione
che l’Italia può svolgere nel Mediterraneo.Di
questo crediamo sia importante discutere, più che accalorarsi
preventivamente sui leader, sui candidati a segretario. Crediamo che
il PD debba essere il partito degli iscritti, che però è capace di
coinvolgere coloro che ne condividono le idealità, il progetto
culturale e politico, che guarda ai problemi dell’Italia ed al
futuro delle nuove generazioni.Siamo
tutti coscienti che il Partito Democratico vive un momento complesso
e di disorientamento, viene da alcune sconfitte elettorali Ma
dobbiamo essere consapevoli che ancora molti guardano al PD come vera
prospettiva di rinnovamento della politica italiana. Per questo
dobbiamo essere in grado di correggere gli errori fatti, dobbiamo
definirci meglio e cambiare marcia: coloro che guardano a noi non
sono disposti a darci altre prove di appello.Dobbiamo
essere capaci di una discussione eventualmente accesa ma costruttiva
e di mantenere la capacità di essere uniti. Chi risulterà
segretario dopo il 25 ottobre dovrà essere in grado di interpretare
quello che il congresso produrrà nella sua discussione, dovrà
rappresentare l’identità che ci daremo; e lo dovrà fare non solo
tenendo conto, ma con il contributo e coinvolgendo anche chi
rappresenta visioni diverse che si esprimeranno nel congresso.Nell’incontro
che si è svolto a Roma il 25 luglio scorso, molti delle liste “A
Sinistra” per il PD, anche se non tutti, hanno dichiarato
l’adesione alla mozione Bersani. Guardiamo anche noi con interesse
a questa mozione, ma crediamo che in questo momento sia positivo che
ognuno faccia scelte ragionate e non di schieramento e che questo sia
importante per il futuro del PD, per un rimescolamento che può
aiutare a superare le logiche di provenienza e può favorire una
discussione aperta sui contenuti. Crediamo che nessuno debba
rinnegare la propria provenienza culturale o politica ma che ognuno
possa e debba ragionare di politica con coraggio e con spirito
costruttivo, con la voglia comunque di stare insieme e portare il
proprio contributo al Partito Democratico.
Sauro
Del Turco, Membro della Segreteria Territoriale del PD
Donato
Petrizzo della CGIL
čti více ... Documento del circolo Pd di Santa Maria sul dibattito congressuale - 27. července 2009
Sopravvissuti. A livello nazionale perché, pur avendo perso milioni di voti, Berlusconi non ha vinto. A Empoli, perché per 70 voti non siamo andati al ballottaggio che, per la nostra città, sarebbe stata una sconfitta storica.Siamo sopravvissuti e, come ogni persona che supera una prova così estrema, il futuro non può che essere pieno di speranza e di opportunità.Ci siamo riuniti dopo le elezioni amministrative ed europee e abbiamo provato a confrontare le nostre opinioni sul risultato elettorale, nel paese e ad Empoli, e sul futuro del nostro partito.Come molti anche noi pensiamo che la divisione all’interno del gruppo dirigente sia stata la principale causa della nostra incapacità di rappresentare nel paese l’alternativa alla destra.Siamo convinti che la stragrande maggioranza degli iscritti e dei nostri elettori non voglia più sentire parlare di diatribe del passato e si senta democratica, con una grande voglia di nuovo e di unità.Il congresso non deve servire solo ad eleggere un segretario, ma a dare voce all’anima che nel PD c’è. Non si può battere strade vecchie, ma ne va trovata una nuova. Non bisogna dividersi a parlare di alleanze, ma fare crescere idee che portino gli italiani a credere e ad avere fiducia in noi.Non ci piace un congresso dove ci sono solo candidati alla carica di segretario, pretendiamo che chi si candida abbia chiaro che comunque alla fine il PD dovrà essere unito.A Empoli è la seconda volta che alle elezioni comunali il nostro candidato perde oltre il 10% dei voti rispetto ad altre elezioni. Non è un voto di destra perché si disperde in liste di protesta. Ma un dato è certo: le nostre idee per la città non convincono quasi un ottavo dell’elettorato che, comunque, ruota sempre in area riformista e progressista.Come circolo pensiamo che sia necessario collegarsi strettamente ai cittadini e proveremo a fare iniziative che stimolino dibattito. Seguiremo l’attuazione del programma e cercheremo di essere un punto di contatto fra i cittadini e l’Amministrazione Comunale. Dobbiamo lavorare per costruire una idea della nostra città che sia bella, stimolante e intrepida. Una città in cui chiunque possa trovare una occasione di miglioramento morale e materiale, una città delle opportunità e non una città, organizzata bene, ma paurosa e insicura.Su alcuni temi crediamo importante concentrare la nostra attenzione. Li poniamo alla riflessione di tutti:
-
Il lavoro: il modello del distretto industriale e della piccola impresa è in crisi ma niente sembra prendere il suo posto. La mobilità sociale si è fermata: un giovane può sperare solo di avere una opportunità nelle libere professioni e non nel saper fare e creare. Si impone la definizione di nuovo modello di sviluppo: le parole diritti, innovazione e sostenibilità devono essere riempite di contenuti. Empoli può diventare il laboratorio di una nuova forma di coesione sociale e generazionale per riportare intelligenze sul territorio. Le forme sono quelle della sperimentazione istituzionale, della semplificazione amministrativa, della incentivazione a nuove competenze che innovino le radici produttive dell’area
-
L’educazione: anche nella nostra terra il titolo di studio è diventato il fine e non il mezzo. Non è più lo strumento per capire il mondo ma solo per “trovare un lavoro”. Capire vuol dire avere nuove idee e individuare nuove strade. La crescita di individui consapevoli del mondo che ci circonda avrà come inevitabile conseguenza quella di poter realizzare uno sviluppo economico positivo nell’era della globalizzazione.
-
Una Città aperta: avere l’obiettivo dell’accoglienza delle persone e delle idee. Non difendere solamente ciò che abbiamo ma pensare che tutte le persone possono contribuire alla realizzazione di una società coesa e stimolante. Una città dove ognuno sente di poter partecipare al futuro, consci di essere parte di una collettività più ampia.
-
Una Città sostenibile che gravi sull’ambiente il meno possibile e aiuti cittadini a vivere meglio senza sprecare
Proprio perché di questo vogliamo discutere, siamo scontenti di come funzionano gli organismi del partito a livello locale, sia l’assemblea comunale che quella territoriale del PD. Sono due assemblee pletoriche a cui di volta in volta partecipa una parte minima di quelli che la compongono.Siamo convinti che la scarsa partecipazione sia un segno che queste assemblee non sono i luoghi dove si decide e che lo siano poco anche le due segreterie. Se, però, tutti partecipassero con le modalità attuali sarebbe impossibile gestirle.Chiediamo di sperimentare modalità di gestione delle assemblee comunale e territoriale che ne facciano momento di reale dibattito e strumento per prendere le decisioni. Proponiamo un modello di comportamento che si ispiri alle seguenti regole:
-
evitare che le riunioni siano solo momento di informazione su decisioni già prese;
-
rendere disponibili i documenti prima delle riunioni;
-
individuare delle proposte alternative e favorire su di esse l’aggregazione dei membri dell’assemblea;
-
cercare una sintesi (e non una mediazione al ribasso) e non avere paura di contarsi;
-
rendere trasparente il percorso decisionale.
Tutto questo è necessario specialmente per l’assemblea territoriale, dove bisogna confrontarsi sulle idee e non mediare fra gli interessi di questo o quel gruppo di potere locale.Su questi temi inviteremo al confronto nei prossimi mesi i candidati al ruolo di segretario comunale e territoriale. Al di là dello schieramento per l’uno o l’altro dei candidati nazionali, sarà sulle proposte per realizzare un nuovo modello di lavoro politico che il nostro circolo sceglierà i rappresentanti del partito a livello locale.
čti více ... Commento Foresto Mostardini all'analisi di Massimo Matteoli-parte seconda - 20. července 2009
Caro
Avvocato,
ritorno sul
tuo intervento sul risultato delle ultime elezioni comunali ad Empoli.
Se si
fa astrazione della particolarità di cui ho parlato nell'intrevemto precedente
( Empoli ' laboratorio' per Polo e per Marconcini ) le analisi che seguono su cui
tu intervieni con la solita sagacia, risultano invalidati. Quale
politica ad Empoli per riportare il consenso ai livelli precedenti all'inizio
di scalata di Marconcini nel 2004 ?
Mutatis
murandi questo è il tema del nostro Congresso Nazionale.
Senza
dilungarsi molto io credo che non sia possibile recuperare a Destra nel mondo
moderato ( non mi sembra il caso di pensare all' UDC visti i numeri che
gli sono rimasti e per quanto riguarda il POLO mi sembra che abbia
raggiunto un consenso scarsamente scalfibile ) che comunque caso mai sarè
sensibile alla azione di governo del Comune più che del Partito e sul quale
sono sicuro che la Cappelli
saprà agire
Il
recupero può e deve essere fatto a Sinistra ( tra gli astenuti,chi ha
votato Marconcini ,liste
civiche etc) e si può fare sia direttamente ( aumentando il contatto con la
gente )sia attraverso la azione politica di Sinistra e Libertà cui,a mio
parere. andrebbe attribuita una presenza politica che non è riuscita a raggiungere
elettoralmente ( ci sono
degli assessori oberati dalle deleghe e chiamare a collaborare con il Sindaco
uno dello schieramento di appoggio al Sindaco che ha permesso di evitare
il ballottaggio a me non sembrerebbe una pessima idea in una straregia a lungo
che vedrà scomparire l'elettorato di Marconcini. Mi
sembra che in piccolo ci sia in questo il progetto D'Alema/Bersani ma potrei
anche aggiungere quello Bindi/Follini. Il resto in fase di dibattito Congressuale a me
sembra importante ma meno attuale
čti více ... Yuri Furiesi, consigliere comunale di Certaldo, interviene a favore di Ignazio Marino - 19. července 2009
In vista del prossimo Congresso di ottobre, sostengo
convintamente la candidatura del senatore-chirurgo Ignazio Marino per molte
valide ragioni: sono alla mia prima esperienza politica e mi sono impegnato con
il PD fin dalla sua nascita credendo profondamente nella sua capacità, e
volontà, di superare i vecchi schemi di partito e le rigide appartenenze
ideologiche a singoli schieramenti politici incomunicanti fra di loro. Questo
non perchè ora è diventato di moda "buttare via il vecchio", ma perchè
certi schemi politici vanno ripensati e rimodellati in modo più flessibile alla
luce di un drastico cambiamento che ha influenzato il nostro tipo di società,
soprattutto negli ultimi anni. Apprezzo sinceramente gli sforzi e l'impegno che
fin qui hanno profuso alcuni degli esponenti storici confluiti nel nostro
partito, e ancor di più apprezzo l'umiltà e la capacità politica con la quale
Franceschini ha traghettato il PD in una fase così delicata. Però, sono
dell'idea che necessiti adesso (o mai più) un cambio di rotta significativo
all'interno del nostro partito per quanto riguarda la priorità alle tematiche
politiche da trattare, le modalità comunicative con le quali intendiamo
portarle in mezzo alla gente e certo, anche le singole persone chiamate a
rappresentarci a livello nazionale. Per queste motivazioni e per diverse altre
ancora, sostengo con passione e fiducia la candidatura di Ignazio Marino a
segretario nazionale del PD, invitando tutti gli interessati (e gli scettici) a
seguire i suoi interventi pubblici e a leggere le sue dichiarazioni su ricerca,
sanità, etica e diritti sul sito www.ignaziomarino.it . Onestamente, non ho
riscontrato posizioni così nette e precise tra gli altri leader o aspiranti
tali, forse perchè si trascinano dietro ancora una parte troppo consistente di
quei mondi incomunicanti cui facevo prima riferimento. Teniamo presente che
Marino non è solo "quello del testamento biologico" e della
"laicità", Marino sta trattando con competenza tutti i temi che
devono interessare un ampio dibattito congressuale e rappresenta a mio avviso
la strada più coerente che è chiamato ad intraprendere adesso con coraggio il
nostro partito se vuole tornare a dialogare in modo autentico con la società
reale, senza più dannose liti tra ex e senza più indecisioni sulle questioni
cruciali che ci trasciniamo dietro da troppo tempo. Mi associo quindi al Comitato formato ad Empoli per Marino segretario
(empolipermarino@gmail.com) e invito chiunque fosse interessato a metterci in
contatto per rafforzare la rete a sostegno della sua candidatura.
čti více ... Commento di Foresto Mostardini all'intervento di Massimo Matteoli - 17. července 2009
Caro
Avvocato,
ho letto
velocemente il tuo intervento molto ben fatto nella analisi,ma a parer mio
incompleto. Non si può
a mio parere prescindere dal fatto che Empoli è stata in parte un ' laboratorio
' in cui di fronte ad una presunta debolezza della proposta PD per il
rinnovo Comunale
(auspicato e poi rientrato all'interno del PD stesso - vertici compresi
-) ha fatto pensare a Marconcini che si potesse incrinare il castello ed a
Nascosti che forse in questa prospettiva si potesse avere una crescita
importante e stabile del Centro.Destra Ai miei
tempi visti i risultati il giorno dopo sarebbero stati dimissionati i vertici
del Polo e dell'UDC in particolare , e la coalizione di Marconcini. Nascosti
aveva fatto un accordo politico con Del Taglia (UDC di Signa) : Nascosti
in Provincia e Del Taglia Sindaco a Signa, in cambio la candidatura unica per il
Polo ad Empoli ad un UDC :Il risultato è stato Nascosti in Provincia, Del
Taglia (UDC) trombato a Signa e la
UDC al 3,8% : il minimo storico della presenza cattolica ad
Empoli. La perdita
dell'occasione del ballottaggio (a cui sarebbe andato naturalmente il
candidato UDC ) ha fatto anche perdere la possibilità di un progresso
dell'elettorato moderato che sarebbe stato trainato dalla novità del
ballottaggio ad Empoli ed avrebbe forse provocato uno spostamento permanente di
un certo numero di elettori dal
Centro-sinistra al Centro. La nomina
di Nascosti in Provincia avrà soddisfatto forse Nascosti,ma ha sicuramente
seppellito l'UDC ((non solo ad Empoli ma in tutta la zona) ed avrà
certamente fatto ripensare alla strategia del Polo per Empoli. Marconcini
non aveva neppure una strategia perchè riproporsi a distanza di 5 anni per la
seconda volta ad Empoli con lo scopo di mandare il Sindaco al ballottaggio e riuscire
a rischiare di mandarci l'UDC senza nessuna prospettiva di unità Sinistra e
facendo scomparire nella zona Rifondazione e Comunisti Italiani, vuol dire
avere una grande presunzione di se od avere sbagliato calcoli od avere avuto
promesse non mantenute a Sinistra. Quando la
politica era cosa seria e non da geometri il giorno dopo i risultato UDC e
Sinistra per Marconcini avrebbero chiuso o sarebbero stati commissariati. Il Polo
dovrà cambiare strategia e sopratutto uomini Il PD dovrà
recuperare a Sinistra ed a parer mio sarà facile : ma di questo legato anche
alla discussione congressuale del PD parlerò in in altro intervento
successivo
čti více ... La grande paura: perché il centro-sinistra ha rischiato il ballottaggio ad Empoli- di M. Matteoli - 16. července 2009
La
sera di lunedì 8 giugno sembrava quasi che oltre a Prato un’altra storica
roccaforte della sinistra toscana fosse sul punto di andare al ballottaggio.
Fu
necessario attendere il risultato delle ultime due sezioni elettorali per avere
la certezza della vittoria al primo turno della coalizione di centro sinistra,
sia pure per poche decine di voti.
Sono
passate alcune settimane da quella notte ed è possibile fare, a mente fredda ed
in modo più approfondito, un primo bilancio di quello che è successo ad Empoli.
Per prima cosa i numeri
Mi
devo scusare, ma per prima cosa occorre dare un’occhiata, sicuramente un po’
noiosa ma indispensabile, ai numeri.
Cercherò
di essere il più sintetico possibile, visto che in rete, per chi volesse, è
possibile trovare ogni ulteriore dettaglio.
Nonostante
non sia omogeneo con il voto europeo, ho scelto come dato di confronto quello
delle elezioni del 2008, non solo per la vicinanza temporale ma anche, e
soprattutto, perché rappresenta l’unico possibile sia per il PD che per il PDL.
Infatti,
fu alle politiche dello scorso anno che i due maggiori partiti italiani si
presentarono per la prima volta agli elettori.
Nella
tabella che segue ho espresso in estrema sintesi i risultati del Comune di
Empoli ed ho cercato di evidenziare le tendenze più significative rispetto alle
ultime elezioni politiche del 2008.
Il
raffronto indica la differenza percentuale tra il voto europeo riportato nella
città di Empoli dai maggiori partiti nazionali rispetto al risultato delle
precedenti elezioni politiche sempre ad Empoli; l’ultima riga, invece, espone
la differenza a livello nazionale tra il risultato europeo del 2009 di ogni
singolo partito con quello delle elezioni politiche del 2008, al fine di
individuare le differenze tra le tendenze nazionali e quelle manifestatesi nel
nostro comune:
|
|
PD
|
IDV
|
UDC
|
PDL
|
Lega Nord
|
Lista Comunista - Sinistra e libertà
|
|
Politiche 2008 Empoli
|
56,9
|
3,7
|
3,5
|
23,6
|
1,3
|
5,3 (Arcobaleno)
|
|
Europee 2009 Empoli
|
46,6
|
7,5
|
4,5
|
23,5
|
3,5
|
7,3
- 2,9
|
|
Diff. %
Empoli 2009/2008
|
- 10,3
|
+ 3,8
|
+1
|
-0,1
|
+2,2
|
+5,2
|
|
Diff. % Italia 2009/2008
|
-7,1
|
+3,6
|
+0,9
|
-2.1
|
+1,9
|
+3,4
|
Da
questi numeri emerge una conclusione chiarissima: il dato politico più
significativo è rappresentato dal risultato negativo del Partito Democratico.
Alle
scorse elezioni politiche del 2008 il PD ad Empoli aveva riportato 17.027 voti,
pari al 56,9 %, mentre nelle recenti elezioni europee, a poco più di un anno di
distanza, il PD ottiene solo il 46,6% di consensi con 12.592 voti.
La
perdita percentuale rispetto alle elezioni politiche ( -10,3%) è peggiore non
solo di quella nazionale ma anche di quella segnalata in Toscana e nella
provincia di Firenze come si può vedere nella tabella che segue:
|
Risultato PD %
|
Empoli
|
Provincia Firenze
|
Toscana
|
Italia
|
|
Politiche 2008
|
56,9
|
52,2
|
46,8
|
33,2
|
|
Europee 2009
|
46,6
|
43,1
|
38,7
|
26,1
|
|
Differenza
|
- 10,3
|
-9,1
|
-8,1
|
-7,1
|
Questa
tendenza appare ancora più significativa se lo confrontiamo con quella
dell’affluenza.
Anche
ad Empoli, infatti, vi è stata una significativa diminuzione dell’affluenza
elettorale, ma in misura molto più ridotta rispetto al resto del paese.
|
Affluenza %
|
Empoli
|
Provincia Firenze
|
Toscana
|
Italia
|
|
Politiche 2008
|
85,7
|
85,3
|
83,7
|
80,5
|
|
Europee 2009
|
77,8
|
76,1
|
72,9
|
66,5
|
|
Differenza
|
- 7,9
|
-9,2
|
-10,8
|
-14
|
Gli
empolesi anche in queste ultime elezioni hanno confermato il loro maggior senso
civico rispetto alla media del paese, ma nonostante l’astensione in città
aumenti solo del 7,9% rispetto al 14% nazionale, ciò non ha portato nessun
contributo positivo al risultato del PD.
Anzi,
come abbiamo visto, la perdita del PD in città è superiore non solo a quella
nazionale, ma anche alla media regionale e provinciale.
Come
se non bastasse il solito giorno nelle elezioni amministrative per il rinnovo
del Consiglio Comunale il PD si attesta sul 42,3 % con 11.024 voti, con
un’ulteriore perdita di 1.568 voti e del 4,3 % rispetto al risultato ottenuto
lo stesso giorno alle europee.
Il
fenomeno si verificò già nel 2004 ma ora la perdita è quasi il doppio di quella
che si verificò alle precedenti elezioni nel confronto fra la lista Uniti
nell’Ulivo ( che alle Europee del 2004 riportò il 49,71% dei voti) e le liste
di DS e Margherita, che complessivamente a livello comunale ottennero il
46,90%, con una perdita di 2,81 punti percentuali.
Per
altro, in queste elezioni, i partiti nazionali, tranne in pratica la lista comunista
(solo il - 0,3% di perdita) ed i partiti di Sinistra e Libertà (che a livello
comunale hanno presentato tre liste distinte) subiscono una sensibile perdita
di consensi nel voto comunale rispetto a quello europeo, come risulta dal
raffronto che segue:
|
Risultati %
|
PD
|
Centro destra
|
Lista Comunista + Sinistra e libertà
|
IDV
Di Pietro
|
|
Europee 2009
|
46,6
|
31,2
PDL 23,6 + Udc 4,5 + Lega 3,5
|
10,2
7,3 comunisti + 2,9 sinistra e libertà
|
7,5
|
|
Comunali 2009
|
42,3
|
26,4
22,6 PDL + 3,8 UDC
|
11,4
7 comunisti +2,2 sinistra per Empoli + 1,5
verdi + 0,7 socialisti
|
4,7
|
|
Differenza
|
- 4,3
|
- 4,8
|
+ 1,2
|
- 3,2
|
La
flessione dei partiti nazionali (- 12,3) è quasi speculare al consenso raccolto
a livello comunale dalle tre liste civiche, che raccolgono complessivamente
quasi 4.000 voti (3.907 per l’esattezza) ed il 15% dei consensi.
Nello
specifico la lista a sostegno del candidato Frosini riporta 514 voti, pari al
2%, quella che porta il nome del candidato Marconcini raccoglie 2.192 voti pari
all’8,4% mentre gli amici di Beppe Grillo arrivano ad un sorprendente 4,6 % con
1.201 voti.
La
perdita colpisce pesantemente sia i partiti del centro destra che il PD e
l’Italia dei Valori ed proprio l’erosione del voto PD e IDV ( complessivamente
– 7,5 %), che nella notte dello scrutinio fece sospirare fino all’ultimo la
vittoria del centro sinistra.
Mi
scuso per questa lunga ed un po’ noiosa premessa su numeri e percentuali, ma
quando si cerca di analizzare un risultato elettorale non è possibile farne a
meno.
* * *
Un primo giudizio
Il quadro
complessivo che emerge dal voto mi sembra sufficientemente chiaro: il PD rimane
di gran lunga la forza maggioritaria della città, ma dimostra segni
preoccupanti di debolezza.
Debolezza
che si manifesta innanzitutto in una perdita molto più pronunciata della media
nazionale (il 10,3% contro il 7,1%) nel voto europeo e che si accentua con
un’ulteriore perdita dl 4,3% nel passaggio dal voto europeo a quello
amministrativo. Perdita che appare ancora più significativa perché consolida un
fenomeno già emerso nelle precedenti elezioni del 2004.
Solo
con difficoltà questa debolezza è stata supplita dagli altri partiti della
coalizione di centro sinistra.
Alla
fine la maggioranza assoluta è stata comunque raggiunta al primo turno, ma
nessuno dei partiti più piccoli della coalizione, con la sola eccezione
dell’IDV, è riuscita ad eleggere un consigliere comunale.
D’altra
parte dal voto non emerge un’alternativa credibile: il centro destra è ancora
largamente minoritario mentre l’opposizione di sinistra ottiene un risultato
importante ma inferiore a quello di cinque anni fa e, soprattutto, alle
aspettative della vigilia.
Forte
e trasversale ai vari schieramenti politici è, invece, il consenso delle liste
civiche (il 15%), in cui evidentemente si rifugia la gran parte degli elettori
che abbandonano i partiti nazionali (il 12,6%) nel passaggio dal voto europeo a
quello locale.
Pr il
PD il risultato non può, che definirsi come una sconfitta.
Né
questa viene meno perché le norme
elettorali hanno paradossalmente trasformato il 42,3% di voti in un’ampia
maggioranza assoluta di seggi ( 17 consiglieri su 30 per il PD in Consiglio
Comunale oltre al Sindaco).
Alcune
delle cause di questo più che mediocre risultato hanno origini e cause che
vanno ben al di là della nostra città.
Ma
sarebbe un gravissimo errore pensare che il risultato abbia solo origini
nazionali.
Accanto
ad esse ci sono cause molto più vicine a noi.
* * *
La doppia debolezza del PD
Come superarla
Sono
sicuro che il PD empolese abbia la forza morale e politica per invertire la
tendenza, ma è necessario capire le ragioni di questo voto e trarne le
necessarie conseguenze, perché solo così si potrà ritrovare quel consenso
ampiamente maggioritario riscosso solo un anno fa.
Ovviamente
questa riflessione riguarda in special modo la realtà locale, tralasciando
volutamente le questioni politiche più generali, per concentrarsi
prioritariamente sulle cose da fare “qui ed ora”.
La
riflessione critica dovrà svolgersi su due livelli distinti, ma comunque
collegati tra di loro.
Come
abbiamo visto, infatti, vi sono due diverse debolezze: una più specificatamente
politica, che fa registrare al PD nel voto europeo perdite maggiori di quelle
nazionali, ed un altra nel voto amministrativo che, a differenza di un passato
non lontano, non riesce a trasformare l’indubbio buon governo della città in
consenso elettorale aggiuntivo.
Senza
avere la presunzione di avere la “bacchetta magica”, penso che la prima
debolezza manifesti una nostra specifica difficoltà di intercettare il voto d’opinione,
cioè quello delle persone che non hanno “contatti” con la struttura organizzata
del PD.
Si
tratta di una questione non solo locale, ma che evidentemente ad Empoli pesa di
più che altrove.
Non a
caso le percentuali minori del PD si registrano nel centro urbano (la zona tra
l’Orme e S. Maria) e non a caso alle europee il partito di Di Pietro ottiene in
città un dato quasi uguale a quello nazionale. (il 7,5%) contro, per fare
alcuni esempi di Comuni a noi vicini, il 4,6% di Castelfiorentino ed il 5,6% di
Fucecchio.
* * *
Dobbiamo,
perciò, in primo luogo ripensare il modo tradizionale di fare politica del PD
ad Empoli.
Mi
sembra evidente che non siano riusciti a raggiungere il corpo profondo della
società empolese e che questo risultato non può essere ottenuto con i circoli
territoriali (il nuovo nome delle vecchie sezioni).
Accanto
a questi organismi tradizionali va creata una rete di contatti e di strutture
trasversali alla società, che sia capace di parlare a tutti i settori
dell’opinione pubblica empolese andando a cercare le persone dove sono e non
dove noi vorremmo che venissero.
Solo
per indicare alcuni settori di intervento che mi sembrano prioritari, penso al
mondo del lavoro e delle nuove professionalità, al molteplice e variegato
universo dell’associazionismo in tutti i suoi aspetti, alla realtà della
cooperazione sociale.
Sia
chiaro: non è una questione organizzativa, ma squisitamente politica.
A
torto o ragione siamo visti come un partito opaco che discute poco e,
soprattutto, tende a demandare le decisioni alle istanze istituzionali. Se
vogliamo che i cittadini partecipino alla vita politica, è necessario che la
nuova struttura del PD privilegi l’elaborazione degli indirizzi operativi e
serva effettivamente alla selezione di un gruppo dirigente il più ampio e
rappresentativo possibile.
Occorre,
cioè, riuscire ad impegnare (quanto meno ben più di ora) nella vita attiva del
PD, dare voce, visibilità, responsabilità, a pezzi interi della società
empolese che guardano a noi, ma che non siamo riusciti a coinvolgere in maniera
soddisfacente, a far sentire parte di un progetto politico più grande.
Ma
questo non può bastare.
* * *
I
nostri Comuni cercano di dare risposte a molte esigenze fondamentali per la
vita di tutti noi, dalla scuola, all’urbanistica, al sociale, solo per citarne
alcune.
Ma
oggi una questione si pone come fondamentale per il futuro della città: quella
del lavoro e dello sviluppo.
Il
tradizionale modello sociale basato sul lavoro e sull’impresa diffusa, su cui
si è fondato la ricchezza delle nostre zone ed il consenso dei partiti di
sinistra, è in crisi.
Empoli,
poi, invecchia in tutti sensi e quando
questo avviene la paura la diffidenza
crescono e si chiede solo di erigere muri verso l’esterno.
Questo
mutamento demografico si accompagna a segni evidenti di debolezza dei sistemi
di “distretto industriale”.
Come
se non bastasse la crisi economica colpisce più duramente, e già se ne
avvertono i segni, tutte le aziende orientate sull’export.
Corriamo
il rischio che interi settori produttivi, penso a quello della moda per primo,
che ritenevamo naturali per la nostra zona, siano spazzati via.
Le
conseguenze sui livelli occupazionali non potranno che essere pesanti e,
soprattutto, rischiano di essere strutturali e permanenti.
E’
necessario, perciò, porre con forza il problema dello sviluppo.
Empoli
deve rimanere una città del lavoro, che dal lavoro trae la parte migliore e
preponderante della propria ricchezza e del proprio benessere ed il Comune ed
il PD devono essere i garanti di questo impegno.
Per
fare questo è necessario legare con un filo rosso che unisca in un progetto
condiviso, ben visibile e comprensibile, l’attività politica ed amministrativa
alle iniziative delle categorie economiche e sociali.
Se
vogliamo evitare una lenta decadenza alla nostra città dobbiamo perciò, da un
lato, convincere i nostri cittadini ad avere il coraggio di investire e di
credere nel futuro della città, dall’altro creare un ambiente istituzionale
disponibile e non penalizzante che favorisca il “buon sviluppo”.
Dalla
politica degli investimenti alle normative urbanistiche ed amministrative, dai
rapporti con la Regione al ruolo dl Circondario, tutto deve essere discusso
avendo come obiettivo primario la difesa del lavoro e lo sviluppo di nuove
imprese economiche.
Se
necessario dobbiamo essere disponibili anche a modificare l’ingegneria
istituzionale che è stata il pilastro della politica locale, purchè questo sia
funzionale al nostro progetto.
In un
periodo come l’attuale, in cui la differenza tra i bisogni e le esigenze dei
cittadini, da una parte, e le capacità dell’amministrazione, dall’altra, è
destinata inevitabilmente ad aumentare, il buon governo da solo non è più
sufficiente.
E’
perciò indispensabile riuscire a coinvolgere la città, nella sua accezione più
vasta, in un “progetto” di sviluppo condiviso, che tragga dal confronto con i
cittadini le scelte e le priorità di intervento e che da questo confronto trovi
la forza ed il consenso per l’attività amministrativa.
Non
si tratta di fare “più pubblicità”, ma di realizzare forme di partecipazione e
di confronto molto più incisive di quelle che siamo riusciti a fare nel recente
passato.
Purché
sia chiaro per invertire la tendenza
elettorale occorre una modifica effettiva e non di facciata dei tradizionali
modi del dibattito politico ed amministrativo della nostra città, con
un’apertura, una capacità di ascolto ed un coinvolgimento dei cittadini e delle
forze sociali, ben maggiore di quello ordinario.
Perché
non possiamo più accontentarci dell’ordinario.
Non
sarà una strada facile, né tantomeno scontata, ma non vedo alternative perché,
come mi piace ripetere, un partito che come nome si è scelto il programma
ambizioso e difficile di “governo del popolo” (demos kratia) non può trarre la propria forza che dalla massima
apertura e partecipazione dei cittadini.
čti více ... Intervento di Marco Pacciani - 23. září 2008 Intervento di Francesco Betti, vice sindaco Certaldo - 22. května 2008Credo che l’analisi del voto di Matteoli sia un ottimo punto di partenza per una riflessione su come far “ripartire” il nostro partito. čti více ... Un silenzio imbarazzante- Marco Pacciani - 21. května 2008Un silenzio imbarazzante, interrompiamo le trasmissioni o ci abboniamo a Sky?
Carissimo compagni, amici vecchi e nuovi del partito democratico.
In questi giorni stiamo assistendo purtroppo in silenzio ad un vecchio film di gusto peronista, già visto in tutte le sale anche quelle parrocchiali di periferia che viene proiettato continuamente sul “Primo canale democratico”. čti více ... Contributo al dibattito sul dopo voto di Donatella Allori - 14. května 2008Vorrei innanzi tutto ringraziare Massimo Matteoli per il contributo sull’analisi del voto , per la puntualità dei dati e della riflessione proposta. Un contributo prezioso per stimolare un confronto aperto a tutti, che vada ad allargare le riflessioni iniziate all’interno delle assemblee e delle segreterie comunali e di territorio del Partito Democratico. čti více ... Intervento sul dopo voto di Foresto Mostardini - 13. května 2008Massimo,
ti ringrazio per avermi mandato copia della tua analisi sul voto (vai all'articolo) ( la più completa ed articolata che ho avuto modo di leggere ) Una piccola osservazione che non vuole e non può essere una risposta a 7 pagine di analisi articolata čti více ... Un commento ai risultati elettorali Arianna Poggi - 13. května 2008Ringrazio Massimo di questa lunga analisi perchè dà lo spunto a tutti noi di discutere a freddo del voto.
Per questo, senza scendere in dati o in percentuali di voto vorrei aggiungere alcune mie riflessioni... čti více ... Un commento ai risultati elettorali di Filippo Torrigiani - 13. května 2008Desidero anche io complimentarmi con Massimo (leggi l'articolo)per l'analisi che ha fatto e per l'opportunità che ci ha dato per fare alcune riflessioni čti více ... Analisi del dopo voto di Massimo Matteoli - 5. května 2008 Intervento Brenda Barnini sul Partito democratico - 23. ledna 2008Venerdì 25 gennaio iniziano le assemblee dei circoli di base, il secondo appuntamento di costruzione del Pd e dopo la storica giornata del 14 ottobre tocca nuovamente alla partecipazione democratica decidere le sorti del nuovo partito a livello territoriale. čti více ... Intervento Beatrice Cioni, Flavio Arditi, Damasco Morelli - 19. ledna 2008La costituzione del nuovo partito democratico deve sposarsi con un rilancio deciso e coraggioso dell’azione politica locale.
čti více ... Intervento di Bacchi, Sani, Cei, Pasquinucci e Pampaloni - 19. ledna 2008Da La Nazione-Empoli sabato 19 gennaio 2008
GLI ex dirigenti della Margherita Marco Bacchi, Filippo Sani, Maurizio Cei, Carlo Pasquinucci e Alessandro Pampaloni fanno sentire la loro voce nel dibattito sul futuro del Partito democratico čti více ... Intervento Paolo Malquori - 15. ledna 2008Paolo Malquori, consigliere provinciale Pd, interviene nel dibattito sul Partito democratico:«Vorrei anch’io unirmi alla riflessione scaturita sul Partito democratico Empolese Valdelsa, portando un piccolo e modesto contributo, sulle future dinamiche che il Pd dovrebbe rappresentare per la nostra realtà territoriale. Autorevoli interventi si sono susseguiti, nelle settimane scorse, dopo le prospettive tracciate da Giancarlo Faenzi sul “fare squadra”. .. čti více ... Intervento di Gianluca Parrini - 10. ledna 2008Da Il Tirreno, 10 gennaio 2008
L'importanza del circondario čti více ... Intervista a Irene Tinagli - 9. ledna 2008Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, del 9 gennaio 2008
Un’empolese nello staff di Veltroni Il sogno di Irene Tinagli: trasformiamo l’Italia in un paese meritocratico čti více ... Intervento di Luigi Nigi, assessore provinciale all'Ambiente, Energia - 4. ledna 2008Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, del 3 gennaio 2008
Importante fare squadra čti více ... Intervista a Vittorio Bugli, consigliere regionale Pd - 3. ledna 2008Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, del 2 gennaio 2008
Vittorio Bugli: «Un forum con le imprese per togliere tutti i freni della burocrazia» čti více ... Intervento di Foresto Mostardini - 1. ledna 2008Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, di lunedì 31 dicembre 2007 L’onorevole è incomprensibile čti více ... Intervista a Alberto Fluvi, deputato Pd - 31. prosince 2007Da Il Tirreno, cronaca di Empoli, di domenica 30 dicembre 2007
«No agli accordi per i coordinatori Pd» čti více ... Brenda Barnini nell'esecutivo regionale del Partito Democratico - 28. prosince 2007Andrea Manciulli, segretario regionale del PD eletto il 14 ottobre da più di trecentomila toscani, ha nominato il suo esecutivo, composto da 16 membri metà uomini e metà donne, con una media di età inferiore ai 38 anni. Tra questi figura con un incarico di responsabilità Brenda Barnini, empolese di 26 anni cresciuta dentro ai DS dell' Empolese Valdelsa nei quali ha ricoperto l'incarico di segretario dell'Unione Comunale di Empoli dal settembre 2005 fino ad oggi.... čti více ...
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