21 Ottobre 2026

Moda e manifattura toscana, Barnini: «Dal piano regionale risorse concrete per una filiera strategica. Avanti con bandi semplici e veloci»

«La Toscana rilancia il sostegno al comparto moda, una filiera strategica per l’economia e l’identità dei nostri territori». A dichiararlo è Brenda Barnini, consigliera regionale del Partito democratico e presidente della Seconda commissione sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana, commentando le nuove misure presentate ieri dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore regionale all’economia Leonardo Marras, nell’ambito del piano complessivo per la reindustrializzazione e il sostegno alle MPMI toscane.

Già a marzo, su iniziativa della Commissione presieduta da Barnini, era stata proposta una risoluzione, sulla crisi del settore moda e sulla necessità di interventi strutturali per la salvaguardia del sistema produttivo ed occupazionale, che aveva ottenuto l’unanimità in Consiglio regionale.

Un primo passo, che confermava l’attenzione sul tema della Commissione e della Giunta, per un settore in crisi– che dura ormai da oltre 2 anni – che ha provocato la perdita di 3.800 posti di lavoro nel 2025, occupati in piccole e piccolissime imprese che però non fanno rumore, e con 8.000 persone che hanno usufruito degli ammortizzatori sociali.

Un percorso che affonda le sue radici nel lavoro di ascolto e confronto avviato nei mesi scorsi, quindi, e anche dall’incontro promosso proprio ad Empoli, un mese fa, tra gli imprenditori locali e l’assessore Marras.

Un “testo positivo per merito e per metodo” che ha visto tutti i consiglieri della competente commissione lavorare in sinergia per dare, insieme, un messaggio di presa in carico del problema ai 110 mila occupati interessati a questa filiera. Così ha esordito la presidente Brenda Barnini (Pd), partendo dai numeri, per spiegare quanto questa crisi. Da qui la richiesta al Governo di confermare questa misura, ma anche l’impegno di riunirsi attorno ad un tavolo con tutti i soggetti interessati – dai livelli istituzionali alle imprese e ai sindacati – per sottoscrivere un patto di sviluppo e di coesione. E tra le parole chiave dell’atto, Barnini si è in particolare soffermata sui distretti, da valorizzare; ma anche sulle dimensioni della legalità, dell’etica, della sostenibilità, delle risorse destinate alla formazione, della qualità di prodotti che da sempre caratterizzano il made in Tuscany.

E ringraziando la commissione tutta, la presidente ha concluso il proprio intervento ribadendo l’impegno, rivolto alla Giunta regionale, ad elaborare un documento, da condividere con le parti sociali, per fronteggiare la crisi del settore e rilanciare, con strategie mirate, il comparto della moda. “Quello di oggi è un primo passo – ha chiosato la presidente – mi permetto di ripetere che occorre fare in fretta, la moda ha ricadute trasversali sull’intera economia della nostra regione”.

Tra gli interventi annunciati spiccano misure mirate e significative per il settore:

  • 9 milioni di euro per il Bando Filiera 2026, rivolto ad aggregazioni di almeno quattro micro, piccole e medie imprese della moda e dell’oro, pensato per accompagnare progetti integrati che uniscono innovazione e industrializzazione;
  • Una riserva dedicata alla moda all’interno del Bando Internazionalizzazione 2026, per sostenere l’export e l’accesso a nuovi mercati strategici ed emergenti;
  • Circa 10 milioni di euro per il Fondo equity moda, finalizzato a favorire investimenti produttivi, innovazione e processi di aggregazione societaria;
  • 3,7 milioni di euro per il potenziamento dei distretti tecnologici regionali.

«Si tratta di strumenti fondamentali per aiutare le nostre imprese a innovare, crescere, collaborare e competere sui mercati internazionali – sottolinea Barnini –. Per un territorio come il nostro, fortemente legato alla manifattura e alla moda, significa tutelare competenze straordinarie, salvaguardare l’occupazione e investire sul futuro».

In merito alla tempistica e all’attuazione delle misure, la presidente della Seconda Commissione conclude: «Ora è fondamentale che i bandi siano semplici, accessibili e attivati rapidamente, affinché le risorse possano trasformarsi al più presto in opportunità e investimenti concreti per il tessuto economico toscano».